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Tra cake design e e-commerce: cambia l’industria del dolce

Solo qualche anno fa, ben pochi di noi sapevano cose fosse la pasta da zucchero e ancora meno sarebbero stati in grado di utilizzarla. Oggi, invece, il cake design ha vissuto la propria epoca aurea, divenendo una disciplina mainstream che tutti conoscono e in molti sanno anche applicare. Il merito principale è sicuramente da attribuire ai numerosi format televisivi nostrani e importati dall’estero, che hanno consacrato l’arte della preparazione dolciaria come un’attività di moda, fashion, verticale a un pubblico eterogeneo e di non addetti ai lavori.

Tra tendenze e innovazioni

Il comparto dolciario, così come quello culinario in genere, deve la sua fuoriuscita dall’idea di nicchia specifica grazie al mastodontico processo di spettacolarizzazione che lo ha riguardato, che tre le sue origini in format come MasterChef, a livello globale, e rubriche come ‘Cotto e Mangiato’, in Italia, pensati per trasmettere l’idea di cucina come un’arte a portata, se non di tutti, quanto meno di una gran parte di gente comune.

Il web accoglie la pasticceria

Parallelamente, le strutture del web hanno saputo dotarsi di piattaforme adatte a trasmigrare in digitale la riscoperta passione degli utenti per i fornelli. Da un lato, occorre considerare siti di settore che propongono video-tutorial su pressoché qualunque ricetta esistente; dall’altro lato, è stato fatto un ulteriore passo avanti con la nascita di e-commerce del dolciario dove selezionare, ordinare e acquistare dolci a domicilio, consegnati direttamente a casa propria o dovunque si desideri, all’orario indicato e senza ulteriori scomodità.

Tra innovazione e spettacolo

Così l’industria del dolciario ha visto mutare nel profondo i propri connotati; ha perso forse buona parte della propria artigianalità così come abbiamo imparato a conoscerla, in favore di un approccio più attento alla confezione e ai dettagli estetici, che si pone il duplice obiettivo di emozionare e di rendersi accessibile, ma in un modo diverso da quello applicato per decenni, specie in Italia che è patria di alcuni tra i più famosi dessert preparati in tutto il mondo. Ma che volete, i tempi cambiano e, con essi, tutto ciò che continua a esistere all’interno di essi.

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scrivere contenuto SEO-friendly,

Come scrivere un contenuto SEO-friendly

Scrivere un contenuto per il web non è la stessa cosa che farlo per la carta stampata. Le logiche del web copywriting seguono regole differenti e richiedono anche un approccio di scrittura del tutto proprio. Un contenuto online, prima di ogni altra cosa, deve essere concepito con lo scopo di essere rintracciabile sul web. Ciò significa che la SEO assume un ruolo di primo piano. Come scrivere un contenuto per posizionarlo sul web?

Il primo step consiste in una verifica posizionamento Google, analizzando le parole chiave più performanti, i trend di ricerca e, sulla base di essi, articolare un prodotto editoriale che sia valido ma, allo stesso tempo, efficace dal punto di vista dell’indicizzazione sui motori di ricerca.

La parola chiave principale per cui volete posizionare il contenuto deve ricorrere con frequenza nel testo: qui non esistono parametri di riferimento standard, qualcuno consiglia di inserirla una volta a inizio testo e altre due per ogni 300 parole; altri consigliano una keyword density compresa fra il 2 e il 4% (esistono diversi siti dove puoi calcolarla gratuitamente).

La parola chiave deve essere inserta nel modo più naturale possibile anche all’interno dei meta-tag Title e Description e, consigliabilmente, all’interno del primo sottotitolo (cioè il tag H1, ma si consigli di utilizzarla anche nei successivi H2, H3, ecc.).

Il testo deve seguire un ordine schematico e gerarchizzare gli argomenti: a Google (e ai motori di ricerca in generale) piace scansionare testi chiari, ben delineati e ordinati per importanza attraverso i vari tag H1, H2, ecc.

Aiutate l’autorevolezza del vostro elaborato inserendo utili link di approfondimento a siti con un alto trust, come portali governativi, testate autorevoli, Wikipedia. Ovviamente, ma è meglio ricordarlo, sono assolutamente banditi i copia-incolla da altri testi, anche se si tratta di vostri elaborati: Google penalizza i duplicati, è una cosa che davvero non tollera!

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video aziendali

I video aziendali, dai tutorial ai cortometraggi

Il video marketing sembra essersi affermato come la nuova bussola che orienta le strategie di digital PR di piccole, medie e grandi imprese. Rispetto a pochi anni fa, o anche pochi mesi fa, l’importanza riservata alla realizzazione di video aziendali è cresciuta in modo esponenziale, di pari passo con uno spazio sempre più centrale che gli stessi meccanismi di rete dedicano ai contenuti in movimento.

Le imprese che scelgono di investire in video marketing sono chiamate a compiere valutazioni approfondite, perché non basta scegliere di scommettere nelle strategie di video editing bensì è necessario strutturare una strategia di branding che prenda in considerazione l’identità del marchio, il target di riferimento, i punti di forza e, sulla base di tutto ciò, elaborare un’impostazione editoriale. Le alternative sono molteplici, perché parlare di video aziendali risulta un po’ troppo semplicistico.

Video guide e tutorial

Le video guide e i tutorial sono mezzi perfetti per le aziende che mirano, attraverso il video, a comunicare un’idea di competenza e di forza all’interno del proprio settore. Gli utenti riconoscono il valore e sono pronti a ripagare con like, menzioni e condivisioni. Altro strumento sono i podcast, audio e/o video trasmessi in diretta o in riproduzione e a disposizione degli utenti in qualunque momento. Si tratta di strumenti che hanno nell’immediatezza e nella capacità di coinvolgimento i punti di forza.

Cortometraggi

Un cortometraggio, anche di pochi minuti, è lo strumento migliore per fare leva su aspetti emozionali. Il fulcro della narrazione è lo storytelling aziendale, mostrato velatamente (ma non troppo) attraverso un racconto che coinvolge lo spettatore, lo aiuta a empatizzare e resta nella memoria.

Video interviste

Attraverso le video interviste, l’azienda mostra il lato più umano. Coinvolgendo direttamente i dipendenti o la stessa dirigenza, viene fornito un servizio d’informazione che la gente può percepire come autentico, entrando in contatto con la componente più vera dell’azienda, in una dinamica che aiuta a rafforzare il rapporto tra impresa e consumatori.

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Le architetture civili di Ostuni

La città di Ostuni è conosciuta per il bianco del profilo dei suoi edifici, per le acque azzurre del suo mare e per un borgo antico incantevole, caratterizzato da piccole stradine che si perdono in un dedalo fuori dal tempo. Tra giravolte, viuzze e anfratti si susseguono opere di derivazione ed epoca diverse, chiese medievali e rinascimentali, realizzazioni barocche e fascinazioni gotiche, elementi che raccontano la storia della città, una storia molteplice e ricca di contaminazioni.

Non sono solo le architetture cristiane a impreziosire il borgo: Ostuni è una città che offre in abbondanza anche opere civili, realizzate nel corso di mille anni e che, col tempo, hanno concorso a rendere il centro brindisino sempre più variegato e degno di essere visitato.

Le strutture del centro storico

Ogni pub, ristorante, hotel e b&b Ostuni è stato armonizzato in un tessuto urbano antichissimo, così che oggi la città ha saputo conservare e valorizzare le specificità storiche e artistiche realizzate nel corso dei secoli. Il centro storico offre opere di forte interesse; l’architettura civile ha il suo fiore all’occhiello nel palazzo ducale Zevallos e Palazzo Siccoda, due imponenti strutture che occupano gran parte del panorama del centro storico. Il primo presenta uno stile classico e linee austere, realizzato in pietra si accende in contrasto con il bianco intenso delle altre strutture. Accanto al palazzo ducale si erge Palazzo Siccoda, costruito in calce nel rispetto di una tradizione che deriva già dall’epoca medievale. Le due strutture risalgono, rispettivamente, al XVII e al XVI secolo.

La piazzetta che ospita la concattedrale di Ostuni, nel punto più alto della città, accoglie anche due significative strutture settecentesche: il Palazzo Vescovile e il Vecchio Seminario, che riempiono di storia e attrattive lo spazio sottostante.

Il borgo antico articola poi una serie di palazzi, appartenuti all’antica aristocrazia ostunese, come le famiglie dei Aurisicchio, degli Ayroldi, dei Bisantizzi, dei Falghieri, dei Ghionda, dei Giovine, degli Jurleo, dei Palmieri, dei Petrarolo, dei Siccoda, degli Urselli e degli Zaccaria.

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faro di Leuca

La storia del Faro di Santa Maria di Leuca

Santa Maria di Leuca è una terra di confine. Per i Romani essa era Finibus Terrae, venne protetta durante il Medioevo, minacciata da Turchi e Saraceni, si evolse nei secoli con la costante paura dello straniero. L’idea di ‘confine’, a Leuca, assume significati e genera evocazioni che sono qualcosa di più di semplice storia antica, sono tratto identitario che ha caratterizzato una narrazione socio-politica secolare e che, ancora oggi, si può percepire nell’urbanistica e nei monumenti. Simbolo principale non può che essere il Faro.

La storia del Faro di Leuca

Chiunque abbia prenotato un residence Santa Maria di Leuca e trascorso un soggiorno nel profondo sud del Salento non può non entrare in contatto con il suo faro, che troneggia sulla costa e che pattuglia da 150 anni il litorale, dove Mare Adriatico e Ionio si incontrano e regalano giochi di luce e cromie assolutamente unici.

Il Faro venne edificato nel corso del XIX secolo, partire dal 1864 e portato a compimento nel 1866, dopo tre anni di lavoro. La sua messa in funzione avvenne il 6 settembre del 1866; sorge a oltre 47 metri dal terreno e a 102 sopra il livello del mare. La struttura, sviluppata su due piani e 254 gradini, utilizza tre fasci di luce che, in condizioni ottimali, si irradiano fino a 40-50 km di distanza.

La lanterna ha un diametro di tre metri ed è dotata di 16 lenti, che rifrangono la luce su tutto l’orizzonte marino, ed è sorretta da una torre a base ottagonale; quella originale venne costruita a Parigi per poi essere sostituita due volte (nel 1941 e nel 1954). La luce rossa che si propaga per il mare di Ugento indica le minacce portate in dote dalle secche delle acque salentine.

Dal 1937, l’illuminazione è gestita tramite energia elettrica mentre, fino a prima di quel momento, è stata utilizzata l’energia fossile.

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eventi estivi Salento

Gli eventi simbolo delle estati in Salento

Dalla seconda metà di luglio e fino a fine agosto, tutto il Salento prende definitivamente vita. Nel corso degli anni, diversi appuntamenti estivi si sono consolidati come vere e proprie tradizioni laiche, alimentate da un turismo crescente e da un appeal che il Salento ha saputo esercitare in maniera sempre più forte. i residence, gli appartamenti, i b&b con piscina Salento segnano il tutto esaurito e le presenze di forestieri sono in costante aumento da anni.

Birra&Sound – Leverano


Birra&Sound
è in un certo modo l’apripista che annuncia l’inizio del periodo dei grandi eventi. A Leverano, da 12 anni, la città accoglie migliaia di visitatori, attirati dalla possibilità di degustare oltre 100 diversi tipi di birre, straniere e locali, accompagnati da musica dal vivo che, tra dj set e ospiti di vario genere, ha consacrato l’appuntamento come una tappa fissa di fine luglio – inizio agosto.

Mercatino del Gusto – Maglie

Agosto porta in dote un evento fortemente incentrato sulla tradizione mangereccia e beverina del Tacco d’Italia. Maglie, nel cuore del Salento, inizio agosto apre al Mercatino del Gusto, una cinque giorni dedicata alle tipicità eno-gastronimiche del posto dove assaggiare e acquistare ogni specialità, dall’olio al vino passando per le eccellenze del forno e dolciarie. Un’occasione trasversale che attrae famiglie, giovani e anziani.

Gusto Dopa al Sole – Gallipoli

La musica torna padrona assoluta della scena con il Gusto Dopa al Sole, appuntamento dedicato alla street music che richiama ogni anno artisti di livello internazionale. Il festival cambia sede ogni anno e quest’anno sarà il Parco Gondar di Gallipoli ad aprire i propri cancelli a interpreti del calibro di Sean Paul e David Guetta.

La Notte della Taranta – Melpignano

La Notte della Taranta non ha bisogno di presentazioni. Dal 1998, Melpignano diventa teatro del festival folk più importante d’Europa e celebra la world music nella sua totalità. Non solo pizzica salentina ma un dialogo tra musiche e tradizioni popolari di tutto il mondo convergono, per una notte, all’interno del piazzale dell’ex convento degli Agostiniani, dove oltre 150 mila persone si danno appuntamento.

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