surf in Australia

Ami il surf? Regalati una vacanza da sogno in Australia

Chiunque sia appassionato di surf, o di sport acquatici in generale, coltiva più o meno segretamente il sogno di concedersi una vacanza in Australia. Le coste oceaniche e le grandi onde del Pacifico, infatti, rappresentano la meta ideale di tutti i surfisti, i subacquei e gli amanti del mare in generale.

Le meravigliose onde del Pacifico: ecco quali sono le mete ideali per i surfisti

In Australia il surf non è considerato semplicemente uno sport o un’attività ludica e divertente. Esiste una vera e propria cultura del surf, con tanto di spiagge dedicate agli appassionati di questa disciplina. Le coste dell’Australia, bagnate dall’oceano e accarezzate costantemente da folate di vento, sono in grado di offrire le migliori onde del mondo, adatte sia ai neofiti degli sport acquatici sia agli esperti e professionisti del surf. Tra tutte, va ricordata la famosissima spiaggia di Bells Beach, in zona Torquay, una delle più rinomate al mondo. Naturalmente, Bells Beach non è l’unico posto dove potersi misurare con le incredibili onde oceaniche: ricordiamo Tamarama o Maroubra a Sidney e la Gold Coast, dove si dice si possano cavalcare le onde più lunghe e alte del mondo.

Il visto turistico: come funziona, dove richiederlo

L’Australia è un paese che vanta leggi molto severe per quanto riguarda l’ingresso degli stranieri sul suo territorio. In aeroporto vengono eseguiti scrupolosi controlli e, in caso di problemi rilevati sulla documentazione, il malcapitato viene trattenuto anche per giorni negli uffici di competenza, fino al chiarimento della sua situazione burocratica. Per questo motivo è importante, prima della partenza, verificare di essere in perfetta regola col visto per l’Australia, in modo da evitare qualsiasi tipo di problema o contrattempo. Il sito www.australia-eta.com offre tutte le informazioni, espresse in modo dettagliato e semplice, per scegliere la tipologia di visto adatta alle proprie necessità e per ottenerlo in tempi più veloci possibile.

Quale visto bisogna richiedere per poter fare una vacanza in Australia?

Se si ha in cantiere l’idea di concedersi una meravigliosa vacanza in Australia per visitare le più belle spiagge per surfisti esistenti al mondo, bisogna richiedere un visto turistico. Si chiama eVISITOR, meglio conosciuto come Eta. Per ottenere il visto Eta basta essere in possesso di una casella di posta elettronica, un passaporto idoneo e una carta di credito in corso di validità alla quale poterlo collegare. Il visto Eta vale un anno e consente la permanenza su territorio australiano per un periodo di tempo fino a 3 mesi, per ragioni turistiche o di studio. La richiesta del visto può essere inoltrata anche online, direttamente dal sito www.australia-eta.com, seguendo un facile percorso guidato.

Fare surf in Australia: un’esperienza indimenticabile

Chiunque abbia avuto la fortuna di fare una vacanza in Australia, soprattutto se incentrata sulla vita da spiaggia e sulla pratica del surf, torna in Italia entusiasta, arricchito di paesaggi, di profumi, di atmosfere e ricordi indimenticabili. L’Australia è un luogo molto ben organizzato per l’accoglienza dei turisti, quindi è facile trovare ottimi alberghi, residence o appartamenti da affittare per il tutto il periodo della propria permanenza. Tuttavia, come specifica anche Australia-Eta.com, con un regolare visto Eta è possibile anche soggiornare presso l’abitazione di parenti o amici regolarmente residenti sul territorio australiano.

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Ostuni

Ostuni e la storia del bianco dei suoi edifici in calce

Ostuni è una realtà sui generis all’interno del ricco e frastagliato panorama di Puglia. La città si colloca nel punto di convergenza tra lo scenario collinare delle Murge e la pianura salentina, schermato dal Mar Adriatico che conferisce ulteriore fascino a una località incantevole. Hotel e b&b a Ostuni lavorano a pieno ritmo per tutto l’anno, merito di un territorio trasversale e capace di sedurre i turisti stagionali della costa e quelli in cerca di arte, storia e paesaggi.

La città deve gran parte della sua fama al bianco degli edifici che caratterizzano il suo centro storico e che, non a caso, hanno reso Ostuni famosa come la Città Bianca. Una particolarità suggestiva e dalle sfumature leggendarie, che racconta molto di più di quanto si concede di scoprire a un primo sguardo.

La calce, il bianco delle pareti

La calce, a Ostuni, è sempre stata di facile reperibilità. I cittadini la utilizzarono fin dalle epoche antiche per l’edilizia della città, in particolare per dipingere i profili esterni degli edifici. La calce è facile da recuperare e da trasportare e, inoltre, fu scelta perché il bianco che la caratterizza permette di riflettere i raggi del sole, illuminando le strade buie e strette che contraddistinguono il centro storico della città. Un tempo la città era completamente rivestita di bianco mentre oggi si presenta solo parzialmente imbiancata, conservando comunque un colpo d’occhio incredibile.

La peste del XVIII secolo

Nel 1939, Filippo IV di Asburgo vendette la città alla ricca famiglia di mercanti dei Zevallos, per sopperire ai debiti contratti a causa della Guerra dei Trent’Anni. A metà del secolo successivo, sotto una reggenza inefficiente che aveva causato una profonda involuzione, il borgo fu colpito da un’epidemia di peste. Il contagio avrebbe potuto distruggere completamente la città, causandone l’estinzione, ma le cose andarono diversamente. La calce svolge un ruolo disinfettante e fu proprio la massiccia presenza di calce a evitare che l’epidemia si diffondesse ulteriormente. Il bianco di Ostuni salvò l’esistenza della città.

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Lecce - Centro storico

Il centro storico di Lecce: incanto per tutte le stagioni

In estate, tutti gli hotel, i b&b, i residence e le case vacanze nel Salento fanno registrare il tutto esaurito; poi, con l’approssimarsi dei mesi freddi, i turisti si dileguano, Gallipoli si svuota, Otranto riacquista i propri spazi, i lidi sulla spiaggia chiudono i battenti. Resta Lecce, capoluogo del Salento e centro nevralgico del turismo locale, l’unica realtà davvero in grado di generare indotti e presenze per dodici mesi l’anno.

Lecce è svincolata dalle logiche del turismo balneare, da cui dista circa 10 km; essa è una città d’arte che offre in grande abbondanza attrattive e servizi capaci di alimentare un flusso di visite costante anche nelle stagioni più fredde.

Il barocco

Elemento distintivo della città è l’arte barocca che, a partire dal XVII secolo, trasformò radicalmente l’assetto urbano del centro storico. Merito indubbio anche della pietra leccese, roccia calcarea di facilissima lavorazione e che si dimostrò una risorsa inestimabile per esaltare il virtuosismo degli artisti dell’epoca.

Opera più riuscita è senza dubbio la Basilica di Santa Croce, portata a termine – insieme all’attiguo Palazzo dei Celestini – nel 1695. La chiesa è uno dei simboli della città e sorge a pochi metri da Piazza Sant’Oronzo, cuore del centro cittadino.

Altre eccellenze urbanistiche sono il Duomo, che si erge nell’omonima piazza, e il suo campanile, il più alto della provincia. Distribuite nel centro della città anche le piccole ma eccezionali chiese intitolate a San Matteo, Santa Chiara e Sant’Irene.

L’Anfiteatro Romano

Di fronte a Piazza Sant’Oronzo sorge un Anfiteatro Romano risalente al I-II secolo d. C. La costruzione, monumentale, sembra essere lì da sempre ma fu solo all’inizio dello scorso secolo, grazie ai lavori dell’archeologo leccese Cosimo de Giorgi, che fu portato alla luce, regalando alla città una perla di rara bellezza, dove si celebrano periodicamente eventi mondani, spesso gratuiti.

Il Castello di Carlo V

Il Castello di Carlo V fu voluto dallo stesso sovrano asburgico e fu edificato su un vecchio complesso principesco a partire dal 1539. L’opera, realizzata in pietra leccese, occupa un ampio spazio a pochi metri dalle vie più centrali della città ed è utilizzato per mostre e retrospettive, ottimamente conservato.

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Le architetture civili di Ostuni

La città di Ostuni è conosciuta per il bianco del profilo dei suoi edifici, per le acque azzurre del suo mare e per un borgo antico incantevole, caratterizzato da piccole stradine che si perdono in un dedalo fuori dal tempo. Tra giravolte, viuzze e anfratti si susseguono opere di derivazione ed epoca diverse, chiese medievali e rinascimentali, realizzazioni barocche e fascinazioni gotiche, elementi che raccontano la storia della città, una storia molteplice e ricca di contaminazioni.

Non sono solo le architetture cristiane a impreziosire il borgo: Ostuni è una città che offre in abbondanza anche opere civili, realizzate nel corso di mille anni e che, col tempo, hanno concorso a rendere il centro brindisino sempre più variegato e degno di essere visitato.

Le strutture del centro storico

Ogni pub, ristorante, hotel e b&b Ostuni è stato armonizzato in un tessuto urbano antichissimo, così che oggi la città ha saputo conservare e valorizzare le specificità storiche e artistiche realizzate nel corso dei secoli. Il centro storico offre opere di forte interesse; l’architettura civile ha il suo fiore all’occhiello nel palazzo ducale Zevallos e Palazzo Siccoda, due imponenti strutture che occupano gran parte del panorama del centro storico. Il primo presenta uno stile classico e linee austere, realizzato in pietra si accende in contrasto con il bianco intenso delle altre strutture. Accanto al palazzo ducale si erge Palazzo Siccoda, costruito in calce nel rispetto di una tradizione che deriva già dall’epoca medievale. Le due strutture risalgono, rispettivamente, al XVII e al XVI secolo.

La piazzetta che ospita la concattedrale di Ostuni, nel punto più alto della città, accoglie anche due significative strutture settecentesche: il Palazzo Vescovile e il Vecchio Seminario, che riempiono di storia e attrattive lo spazio sottostante.

Il borgo antico articola poi una serie di palazzi, appartenuti all’antica aristocrazia ostunese, come le famiglie dei Aurisicchio, degli Ayroldi, dei Bisantizzi, dei Falghieri, dei Ghionda, dei Giovine, degli Jurleo, dei Palmieri, dei Petrarolo, dei Siccoda, degli Urselli e degli Zaccaria.

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La storia del Faro di Santa Maria di Leuca

Santa Maria di Leuca è una terra di confine. Per i Romani essa era Finibus Terrae, venne protetta durante il Medioevo, minacciata da Turchi e Saraceni, si evolse nei secoli con la costante paura dello straniero. L’idea di ‘confine’, a Leuca, assume significati e genera evocazioni che sono qualcosa di più di semplice storia antica, sono tratto identitario che ha caratterizzato una narrazione socio-politica secolare e che, ancora oggi, si può percepire nell’urbanistica e nei monumenti. Simbolo principale non può che essere il Faro.

La storia del Faro di Leuca

Chiunque abbia prenotato un residence Santa Maria di Leuca e trascorso un soggiorno nel profondo sud del Salento non può non entrare in contatto con il suo faro, che troneggia sulla costa e che pattuglia da 150 anni il litorale, dove Mare Adriatico e Ionio si incontrano e regalano giochi di luce e cromie assolutamente unici.

Il Faro venne edificato nel corso del XIX secolo, partire dal 1864 e portato a compimento nel 1866, dopo tre anni di lavoro. La sua messa in funzione avvenne il 6 settembre del 1866; sorge a oltre 47 metri dal terreno e a 102 sopra il livello del mare. La struttura, sviluppata su due piani e 254 gradini, utilizza tre fasci di luce che, in condizioni ottimali, si irradiano fino a 40-50 km di distanza.

La lanterna ha un diametro di tre metri ed è dotata di 16 lenti, che rifrangono la luce su tutto l’orizzonte marino, ed è sorretta da una torre a base ottagonale; quella originale venne costruita a Parigi per poi essere sostituita due volte (nel 1941 e nel 1954). La luce rossa che si propaga per il mare di Ugento indica le minacce portate in dote dalle secche delle acque salentine.

Dal 1937, l’illuminazione è gestita tramite energia elettrica mentre, fino a prima di quel momento, è stata utilizzata l’energia fossile.

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Gli eventi simbolo delle estati in Salento

Dalla seconda metà di luglio e fino a fine agosto, tutto il Salento prende definitivamente vita. Nel corso degli anni, diversi appuntamenti estivi si sono consolidati come vere e proprie tradizioni laiche, alimentate da un turismo crescente e da un appeal che il Salento ha saputo esercitare in maniera sempre più forte. i residence, gli appartamenti, i b&b con piscina Salento segnano il tutto esaurito e le presenze di forestieri sono in costante aumento da anni.

Birra&Sound – Leverano


Birra&Sound
è in un certo modo l’apripista che annuncia l’inizio del periodo dei grandi eventi. A Leverano, da 12 anni, la città accoglie migliaia di visitatori, attirati dalla possibilità di degustare oltre 100 diversi tipi di birre, straniere e locali, accompagnati da musica dal vivo che, tra dj set e ospiti di vario genere, ha consacrato l’appuntamento come una tappa fissa di fine luglio – inizio agosto.

Mercatino del Gusto – Maglie

Agosto porta in dote un evento fortemente incentrato sulla tradizione mangereccia e beverina del Tacco d’Italia. Maglie, nel cuore del Salento, inizio agosto apre al Mercatino del Gusto, una cinque giorni dedicata alle tipicità eno-gastronimiche del posto dove assaggiare e acquistare ogni specialità, dall’olio al vino passando per le eccellenze del forno e dolciarie. Un’occasione trasversale che attrae famiglie, giovani e anziani.

Gusto Dopa al Sole – Gallipoli

La musica torna padrona assoluta della scena con il Gusto Dopa al Sole, appuntamento dedicato alla street music che richiama ogni anno artisti di livello internazionale. Il festival cambia sede ogni anno e quest’anno sarà il Parco Gondar di Gallipoli ad aprire i propri cancelli a interpreti del calibro di Sean Paul e David Guetta.

La Notte della Taranta – Melpignano

La Notte della Taranta non ha bisogno di presentazioni. Dal 1998, Melpignano diventa teatro del festival folk più importante d’Europa e celebra la world music nella sua totalità. Non solo pizzica salentina ma un dialogo tra musiche e tradizioni popolari di tutto il mondo convergono, per una notte, all’interno del piazzale dell’ex convento degli Agostiniani, dove oltre 150 mila persone si danno appuntamento.

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