educazione in medicina 2017-19

ECM 2017-19: crediti e facilitazioni per il prossimo triennio

Dagli accordi fra Agenas e Ministero della Salute, è stato varato il piano di attività ECM in relazione al triennio 2017-19. Dal punto di vista procedurale e dell’impegno richiesto ai professionisti della sanità non sono state predisposte variazioni rispetto al programma che aveva interessato il periodo 2014-16.

Il piano nazionale ECM (Educazione Continua in Medicina) è stato varato a partire dall’anno 2002 per gestire in maniera programmatica le attività di formazione e aggiornamento continui imposto a tutti i professionisti del comparto sanitario, siano essi medici, veterinari, infermieri, odontoiatri, ecc.

Per il periodo 2017-19 è previsto l’obbligo da parte dei tecnici ospedalieri e dei professionisti del settore privato di conseguire un punteggio complessivo pari a 150 crediti, distribuiti in modo tale da raggiungere un minimo di 25 e un massimo di 75 crediti ogni anno, presso provider ECM accreditati all’educazione in medicina.

Facilitazioni

I professionisti che hanno già preso parte ad attività ECM nel corso del triennio 2014-16 potranno contare su alcune facilitazioni, espresse in uno sgravio dei crediti formativi. In particolare, gli operatori che hanno già raggiunto un punteggio compreso fra i 30 e i 50 crediti potranno contare su uno ‘sconto’ di 15 crediti in relazione al nuovo triennio; chi ha accumulato fra i 51 e i 100 crediti avrà un fabbisogno triennale di 30 crediti; tra i 101 e i 150 crediti, è prevista una riduzione a 105 crediti, 45 in meno di quelli complessivi pattuiti.

Così come avveniva nei precedenti cicli di attività ECM, i professionisti potranno stabilire in totale autonomia le attività più consone alla propria figura professionale, facendo richiamo anche al senso etico che impone loro di mobilitarsi al fine di garantire sempre le migliori cure possibili, approfondendo aspetti di natura teorica, pratica e comunicativa (il sapere, il fare, l’essere), tenendo sempre in considerazione il proprio ruolo specifico e le funzioni che egli svolge per i pazienti.

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Formazione continua in sanità e provider ECM: cosa sapere

I professionisti del comparto medico-sanitario – medici ma anche infermieri, psicologi, tecnici di laboratorio, veterinari e chiunque operi nell’healthcare – sono chiamati, per legge, ad ossequiare all’obbligo di aggiornamento costante.

A partire dal 2002, lo Stato, in accordo con le singole regioni, ha promosso un programma di attività ECM (Educazione Continua in Medicina) basato su corsi di formazione ed eventi formativi rivolti al personale del settore sanità, integrando l’obbligo da parte del personale di raggiungere un determinato numero di crediti formativi su una programmazione pluriennale. Inizialmente fu approvato un piano quinquennale (2002-2006) con obbligo di maturare un totale di 120 crediti (di cui almeno 10 il primo anno, 20 il secondo e 30 i successivi tre); a partire dal 2007 è stato invece preferito un piano basato su tre anni. Il triennio 2014-16 (e anche il successivo, 2017-19) stabilisce in 150 il numero minimo di crediti che ogni professionista deve conseguire, di cui non più di 75 e non meno di 25 per ogni singolo anno.

I provider ECM

L’organizzazione di corsi di formazione ed eventi formativi ed il conseguente rilascio della relativa certificazione (e dei crediti) è affidata a provider ECM (Educazione Continua in Medicina), enti pubblici e privati autorizzati dall’Agenas ad operare nel settore training nel settore sanitario. I provider ECM possono essere enti pubblici o privati no profit, associazioni, fondi, organizzazioni, università, facoltà, dipartimenti e aziende private, i quali hanno raggiunto gli standard di qualità e di affidabilità richiesti dall’Agenas e accreditati come provider ECM.

I professionisti possono selezionare in totale autonomia i corsi di formazione più adatti per capacità, competenze e area di azione, gestendo la propria formazione senza particolari vincoli normativi né impedimenti burocratici, fatta eccezione per quelli sopracitati. A norma di legge, sono autorizzati e riconosciuti anche i corsi di e-learning e, in generale, la formazione a distanza, tramite attività telematiche e, da pochi mesi, in videoconferenza. In tal caso, tuttavia, è previsto un test valutativo volto ad esaminare la reale acquisizione di nuove attitudini da parte dei partecipanti alla formazione.

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