telo mare

Le caratteristiche degli oggetti promozionali in tessuto

Oggigiorno una ottima soluzione per una campagna di marketing aziendale è senza ombra di dubbio la regalistica aziendale.

Un’azienda che offre ai propri clienti omaggi utili che portano stampato il suo brand aiuta a diffonderlo a più persone possibili e così a farsi conoscere e acquisire potenziali nuovi clienti.

Su questo principio si basa la regalistica aziendale, che vede come oggetti promozionali che vanno per la maggiore quelli in tessuto come asciugamani o teli da mare personalizzati, e ogni altro tipo di articolo in tessuto, di cotone o lino e spugna, dalle magliette alle borse, ai capellini e così via.

Se un’azienda vuole diffondere il proprio brand, può quindi puntare ad articoli promozionali che siano utili e che vengano aprezzati da chi li riceve, in modo che possano venire usati e quindi lo scopo della pubblicità aziendale sia compiuto.

I teli da mare personalizzati fanno parte di questo tipo di articoli, infatti sono prodotti di certo molto utilizzati da chi li riceve, per andare al mare, distendersi a prendere il sole o asciugarsi dopo il bagno, ma non solo.

Gli asciugamani e teli mare si possono utilizzare anche in casa, dopo il bagno o la doccia, oppure per fare un pic nic all’aperto, per andare in palestra e in piscina, quindi si possono utilizzare durante tutto l’anno e non solamente nel periodo estivo ottimizzando così il loro scopo di diffondere il marchio che viene stampato o ricamato su di essi.

Le aziende che realizzano gadget in tessuto come teli da mare personalizzati e asciugamani hanno diverse metodiche per imprimere sulla stoffa il marchio della ditta che lo richiede, sia con stampa serigrafica, che con tinti in filo ovvero tessuti con filo della trama e ordito già tinti, anche in colori diversi da quelli del tessuto di base.

O ancora si possono realizzare cesellature a jacquard, ed effetti velour ciniglia e ricamo con tagli laser ed impunture e tutti i disegni o loghi possono venire anche impreziositi da paillettes o perline in swarovski.
Quindi ci sono moderne tecniche per realizzare la personalizzazione degli oggetti in tessuto per comunicare al meglio ai clienti e diffondere così il proprio marchio o logo su stoffa.

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sistemi di riciclaggio

I sistemi di riciclaggio: dalla discarica al compostaggio

Si fa presto a parlare di riciclaggio. In pochi conoscono davvero quali e quanti sistemi siano utilizzati per la gestione dei materiali di scarto. A seconda della tipologia, infatti, lo smaltimento rifiuti a Lecce, Milano o Napoli segue una logica differente e una procedura tecnica specifica. Ecco i sistemi di smaltimento esistenti e come funzionano.

Discarica

La discarica è il luogo cui sono destinati i rifiuti non riciclabili e che non possono essere smaltiti in nessun altro modo. A seconda del tipo di rifiuto che essa accoglie, la discarica si distingue in tre tipologie: per rifiuti inerti (gli scarti di costruzione e derivanti da demolizioni o scavi); per rifiuti non pericolosi; per rifiuti pericolosi. Tale suddivisione è stata sancita tramite Direttiva Europea 99/31/CE tramite D. Lgs n. 36 del 13 gennaio 2003.

Inceneritore

L’inceneritore è l’alternativa alla discarica per gli scarti non adatti al riciclo. A differenza della discarica, che permette il solo deposito del rifiuto, l’inceneritore, come suggerisce lo stesso nome, permette la polverizzazione dello scarto in cenere.

Termovalorizzatore

il termovalorizzatore permette la trasformazione della cenere di scarto dell’inceneritore in vapore. Non tutti gli inceneritori dispongono di un sistema di termovalorizzazione delle polveri.

Riciclo

Il riciclo è il processo di recupero dei materiali ancora sfruttabili. Esso è destinato a materiali quali carta e cartone, plastica, vetro, metalli, legno, tessuti. A seconda della tipologia di rifiuto, il processo di recupero segue procedure tecniche differenti. Il processo permette la re-immissione in circolo di materie che, altrimenti, finirebbero in discarica o che verrebbero smaltite tramite incenerimento.

Compostaggio

Nell’impianto di compostaggio sono incanalati i residui organici quali avanzi di cibo e di cucina o materiali unti di cibo quali piatti di plastica e tovaglioli di carta. Il prodotto finale, ottenuto a seguito del processo di bio-ossidazione, viene definito compost o composta, un fertilizzante utilizzato in ambito agricolo per umidificare il terreno.

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traduzioni

Tutto su traduzioni certificate e autenticate

Per chi necessita di una traduzione con valore legale, la richiesta da fare a un’agenzia di traduzione è quella di una traduzione asseverata: si ha quando il traduttore, recandosi in tribunale, dichiara davanti al giudice che la traduzione fatta corrisponde all’originale. Questa procedura, insieme all’apposizione di marche da bollo, conferisce valore legale al documento.

Capita spesso però che le autorità estere richiedano delle semplici traduzioni certificate, che non necessitano né di marche da bollo né di giuramento. Questo dipende dalle specificità della legislazione dei paesi esteri rispetto a quella italiana: solo in Italia, infatti, esiste l’imposta di bollo, e nella maggior parte dei paesi stranieri i traduttori sono categoria professionale riconosciuta, cosa che non avviene nel nostro paese. Per questo, da noi, può essere necessario il passaggio in tribunale. Gli enti esteri richiedono spesso una semplice certified translation: la traduzione deve essere accompagnata da un documento con dati e recapiti del traduttore e da una sua dichiarazione di aver svolto al meglio la traduzione, nel rispetto del testo originale.

Non è un lavoro che chiunque possa svolgere: servono esperienza, serietà e competenze professionali dei traduttori, che devono essere non solo ottimi conoscitori delle lingue estere, ma anche specializzati in studi giuridici, soprattutto quando stiamo parlando di documenti legali. La legalizzazione della traduzione non deve però essere confusa con la traduzione di documenti legali. Nella traduzione con valore legale il documento deve conservare il suo valore giuridico. Si tratta, per effettuare un lavoro del genere, di padroneggiare un glossario specialistico che solo alcuni traduttori conoscono. Memorie di traduzione, glossari e dizionari tecnici sono strumenti di lavoro che non tutti sanno usare, ma indispensabili al buon esito del lavoro.

Una volta che la traduzione è fatta, il traduttore si reca in tribunale per il giuramento di rito, e si completa così l’asseverazione. La legalizzazione consiste in un passaggio ulteriore, necessario se la traduzione deve esser presentato all’estero. Per farlo, occorre rivolgersi alla Procura della Repubblica dello stesso tribunale in cui il documento è stato asseverato, per l’apposizione di un timbro.

Le tariffe per le traduzioni si conteggiano in base al numero di parole e alla combinazione linguistica. Ci sono poi i costi di certificazione e quelli per la spedizione dell’originale. Le traduzioni legalizzate e asseverate sono più costose, perché comportano l’apposizione di marche da bollo e il passaggio in Tribunale: per questo le traduzioni certificate sono da preferire, a meno che non sia proprio necessaria l’asseverazione.

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Come organizzare un evento aziendale: passo per passo

L’organizzazione di un evento aziendale è un’attività complessa e che va gestita in maniera analitica. Senza un piano programmatico e idee chiare, diventa tutto più complicato. Ecco allora una serie di consigli per organizzare il tuo evento in modo schematico e puntuale, passo per passo.

1) Poniti un obiettivo

Di solito, l’organizzazione di un evento non rappresenta un fine bensì un mezzo per arrivare ad altro. Cerca allora di comprendere a fondo quale sia il tuo reale scopo: vuoi promuovere la tua azienda? Lanciare un nuovo servizio? Consolidare i rapporti con il pubblico? Tutte le valutazioni che compirai in seguito dovranno tenere conto delle considerazioni preliminari.

2) Stanzia un budget

Delineare un budget è fondamentale per una corretta pianificazione e deve precedere tutto il resto. cerca anche di capire se c’è un modo per aumentarlo, magari rintracciando sponsor o individuando co-organizzatori che possano avere interessi allineati ai tuoi. Un budget ampio permette di chiedere l’ausilio di esperti della realizzazione eventi Milano o Roma, in caso contrario dovrai fare tutto da solo e rientrando nei piani di spesa.

3) Target

Ora che hai individuato scopi e possibilità di spesa, è il momento di definire il target, ovvero la tipologia di pubblico a cui è destinato l’evento. Le valutazioni successive dovranno tenerne massimamente conto!

4) Definisci i tuoi collaboratori

Si passa poi alla definizione del proprio staff; qui bisogna capire con esattezza quante persone ti aiuteranno, che tipo di conoscenze possiedono, quanta esperienza hanno, cosa possono fare autonomamente e in cosa dovranno essere assistiti. Ogni operazione deve essere calendarizzata con ordine e senza alcun intoppo. Ricorda, quando organizzi un evento il tempo vola senza che te ne possa rendere conto.

5) Fase operativa vera e propria

Ok, hai delineato un piano preciso e ora è il momento di dare forma al tuo evento. Si parte con la scelta della location e del catering, tenendo in considerazione tutti i parametri prefissati quali target, budget e obiettivi. La scelta del posto è il primo nodo da sciogliere, poi passerai a stabilire buffet, animazione e addobbi. Cerca di ottenere più preventivi possibile da più parti in modo da garantirti una scelta su una pluralità di alternative.

6) Pr

L’evento sta prendendo forma, adesso devi promuoverlo in tutti i modi ti sia possibile. Se è il caso, cerca il sostegno della carta stampata (per eventi di interesse per la comunità sono spesso propositivi e disponibili all’ascolto) ma non preoccuparti se non riesci a raggiungerli, puoi sempre contare sui canali più tradizionali: Facebook e i social network in generale, il sito aziendale, le newsletter (se sei autorizzato a mandarne) e poi quelli dello spazio fisico, dalla cartellonistica alle locandine ai volantini. Datti da fare!

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testo pieghevole

Pieghevole aziendale: come sviluppare il contenuto testuale

L’ideazione di un pieghevole è complessa. Una delle questioni più complesse riguarda, in particolare, la distribuzione dei diversi elementi grafici e testuali all’interno di un format particolare, che si differenzia in molteplici possibili disposizioni e formati, personalizzabili e standard. La parte della progettazione include, ovviamente, il copywriting e la stesura dei contenuti testuali che si è scelto di veicolare attraverso il depliant aziendale. Come scrivere il testo per un pieghevole?

Chiarisci l’obiettivo

Prima di iniziare a buttare giù qualche bozza, è bene avere ben chiaro l’obiettivo che ci si pone con la stampa depliant e la sua successiva divulgazione; il che significa comprendere il tipo di informazioni che vogliamo veicolare, le finalità e il target. Parlare a un pubblico di addetti ai lavori non è parlare alla gente nella sua moltitudine o ad un pubblico di adolescenti. Scrivere per presentare l’azienda nel suo complesso è diverso che raccontare un nuovo prodotto/servizio o la storia del marchio. Un testo persuasivo ed uno informativo seguono logiche ed espedienti stilistici differenti. Insomma, a seconda dello scopo da raggiungere e delle persone cui ci si rivolge, è fondamentale scegliere l’approccio linguistico più opportuno.

Datti un’impostazione grafica

La più emergente difficoltà nella realizzazione del pieghevole sta nella distribuzione degli elementi grafici e testuali. Prima di scrivere è necessario conoscere lo spazio disponibile e le informazioni da trattare in ogni blocco predisposto. Il rischio, sennò, è di dover completamente rimaneggiare il contenuto in fase di implementazione del layout: fare un lavoro due volte non è mai una scelta saggia.

Limita al massimo le scritte

Ricordiamo sempre che ciò stiamo progettando è un contenuto pubblicitario e che, pertanto, per quanto ci si sforzi di renderlo appetibile e interessante, l’attrattività può risultare piuttosto bassa. Meglio, allora, ridurre al minimo le scritte in favore di più fruibili supporti grafici e immagini. Esistono altri canali più adatti per raccontare la storia dell’azienda e soffermarsi più approfonditamente sulle caratteristiche dei singoli prodotti.

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manutenzione pneumatici

La pressione dei pneumatici: gestire la manutenzione

Il ciclo di vita di un pneumatico è fortemente influenzato dalla sua gestione. Curare al meglio la manutenzione delle gomme consente una migliore amministrazione del copertone e del cerchio.

La pressione delle gomme riveste particolare importanza in una corretta gestione della gomma. Se essa risulta troppo alta, il battistrada tende a consumarsi maggiormente nella porzione centrale; in caso di pressione bassa, saranno le spalle ad andare incontro a un’usura più celere. Ma come facciamo a conoscere e a verificare la giusta pressione delle gomme?

La pressione dell’aria si misura in Bar. Nel caso delle gomme, viene presa in considerazione la pressione relativa, ovvero al netto di quella atmosferica, pari a 1 Bar. Ciò significa che una pressione relativa di 2 Bar equivale a una pressione assoluta di 3 Bar.

La pressione ideale dello specifico pneumatico è indicata sul libretto d’uso e di manutenzione del veicolo e, in alcuni casi, anche sullo sportello del guidatore. In caso di pressione dell’aria troppo bassa, è consigliabile rivolgersi a un tecnico per un’analisi più approfondita poiché le cause potrebbero essere molteplici, dal danneggiamento del copertone alla forature o difetti della valvola o, ancora, piccoli tagli poco riconoscibili ad occhio nudo.

Sia che si acquisti i propri pneumatici al dettaglio e sia che ci si avvalga del servizio di vendita gomme online, prima di concludere la transazione è sempre opportuno verificare che tutte le caratteristiche del prodotto siano conformi a quelle indicate sul libretto. Non solo larghezza, altezza e ampiezza del cerchio, ma anche indice di carico e indice di velocità sono parametri da considerare con attenzione.

Allo stesso modo, occorre tenere in considerazione le norme specifiche del posto sull’utilizzo delle gomme invernali, sia per una questione di rispetto delle norme e sia per evitare di montare pneumatici non adatti al contesto, causando un maggior consumo del battistrada e una più alta esposizione al rischio di slittamenti.

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