approcci di marketing

Meglio investire in web marketing o in marketing cartaceo?

Ha ancora senso oggi investire in stampa online, grafici e sviluppatori su carta? O è meglio decidersi a tagliare definitivamente col passato per abbracciare una volta per tutte le potenzialità del marketing online?

Una domanda, questa, che non può ricevere una risposta univoca. Ogni azienda ha le sue logiche, ogni mercato le sue dinamiche, ogni tipologia di pubblico le sue esigenze. E in relazione a tutto ciò che va definita la propria, personale strategia di comunicazione aziendale. Abbiamo solo una certezza: non esiste alcuna formula del successo ma solo soluzioni parziali e tarate appositamente per il proprio business.

Marketing: online Vs. cartaceo

La premessa è già sbagliata: perché ci ostiniamo a vedere web marketing e comunicazione fisica come due universi separati e incomunicanti? Ogni strumento di comunicazione è una risorsa; una risorsa da considerare come parte di una strategia più ampia e, soprattutto, unica. Disponiamo di molteplici strumenti, ognuno dei quali, però, non va a strutturare un piano di marketing bensì si inserisce in un sistema più ampio e integrato.

Volete un esempio? Eccolo! Avete investito per la realizzazione di un 6×3 in occasione di un evento aziendale. In fondo al cartellone sono riportati l’indirizzo al sito web aziendale, alla pagina Facebook e un Qr Code che rimanda alla pagina dell’evento. Qui, in un’unica ‘confezione’ disponiamo di tre differenti strumenti, provenienti da tre logiche dissimili, ovvero la cartellonistica, il web e l’organizzazione eventi. Marketing mix: il web e il cartaceo non sono rivali ma alleati dalla cui cooperazione può nascere una vera, compatta ed efficacissima strategia di comunicazione.

E poi dipende molto dall’azienda che gestite, dai prodotti/servizi che proponete, dal vostro target di riferimento. Per un e-commerce, in effetti, può avere poco senso investire fior di quattrini in flyer da distribuire per le strade ma lo stesso non può dirsi per un ristorante che ha appena aperto o, in generale, per un’attività che opera direttamente sul territorio e che si rivolge a un pubblico evidentemente circoscritto territorialmente. Insomma, non esiste La soluzione né LA risposta ma solo il piano operativo più appropriato per quelli che sono gli obiettivi della società.

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conferenza stampa

Conferenza stampa: quando e come organizzarla

La conferenza stampa è una risorsa in mano ad agenzie di comunicazione e di pubbliche relazioni. L’organizzazione di una conferenza stampa segue un iter piuttosto standard e obbedisce a regole e vincoli non scritti ma che è opportuno conoscere se si desidera sfruttare lo strumento nel modo più opportuno.

In quali casi organizzare una conferenza stampa

La vera regola di riferimento è molto semplice: organizzate una conferenza stampa se, e solo se, avete qualcosa di interessante da dire. Cosa si intende per interessante? Deve essere un argomento che sia davvero notiziabile e per cui i giornalisti possano pensare che valga la pena dedicare il proprio tempo. In occasione di allestimenti eventi, per il lancio di un nuovo prodotto/servizio che ha impieghi utili e risvolti positivi per la comunità o, ancora, per annunciare importanti collaborazioni con enti pubblici e amministrativi. Non esiste certo un vademecum delle attività e delle news adatte alla conferenza stampa e molto dipende anche dal proprio contesto di riferimento. Come orientamento generale, provate a mettervi nei panni del giornalista che dovrà dedicare tempo ed energie al vostro progetto.

Come organizzare la conferenza stampa

La conferenza stampa viene di solito indetta in tarda mattinata, non prima delle 10:00 e non più tardi delle 12:00. La durata dell’incontro è, solitamente, di 45-60 minuti; alla fine, lasciatevi del tempo per rispondere alle eventuali domande dei giornalisti.

Ovviamente, ogni cosa dovrà essere predisposta per tempo: inviate ai giornalisti, assieme all’invito, la cartella stampa con in allegato ogni materiale utile per informare sull’argomento, in modo che il giornalista giunga già preparato e predisponete la sala stampa in modo da assegnare una postazione a ognuno di essi (così sarà anche più semplice capire chi ha aderito all’invito e chi no).

La scelta della sede dell’incontro è molto importante: essa deve essere nota o facilmente raggiungibile, il più possibile adatta al tema presentato e di rilievo sotto il profilo urbanistico, storico o amministrativo e deve essere attrezzata con le strumentazioni tecniche necessarie (microfoni, proiettori, ecc.).

Gestire la conferenza e il post

A fine conferenza, l’attività di recall è assolutamente fondamentale: ricordate di fare una rassegna stampa delle pubblicazioni e di contattare le testate e gli altri media che non hanno dato spazio alla notizia. Inviate ai giornalisti anche ulteriori approfondimenti, in modo da creare ulteriore interesse e, allo stesso tempo, mettere pressione alle testate affinché vi concedano lo spazio che state cercando.

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storia del Salento

La rinascita del Salento degli anni 2000: inizio del boom

A metà degli anni ‘90, il Salento era una terra povera, sconosciuta ai più e frequentata da un turismo di prossimità: visitatori occasionali provenienti dal nord della Puglia o dalle vicine regioni a ovest di Taranto. case vacanze Torre Vado, sfavillanti b&b sulla costa, hotel a ridosso della costa di Porto Cesareo non erano neppure in previsione: il turismo del Tacco stentava a decollare e l’offerta turistica risultava debole per appeal e infrastrutture.

L’inizio della rinascita

A partire dalla fine degli anni ‘90, con la crescita dei fenomeni globalitari che puntavano a omologare i mercati e a rompere idealmente i confini locali, venne avviato un contromovimento mondiale di riscoperta delle tradizioni locali. In Salento, la riscoperta delle eccellenze locali si concentrò su più aspetti: folclore, musica, tradizioni alimentari, rivalutazione delle eccellenze artistiche.

In quegli anni diede dato avvio a quel fenomeno che, qualche anno più tardi, sarebbe stato ribattezzato renaissance della cultura salentina.

Dalle accademie alle amministrazioni

Le basi della rinascita furono gettate degli studiosi delle accademie universitari, per un movimento che, nella sua fase iniziale, si diede un carattere elitario e più orientato alla cultura in sé che non alla creazione di un movimento dai risvolti socio-economici e turistici.

Con il tempo, la masserie furono recuperate e trasformate in strutture ricettive, le spiagge vennero riqualificate, la pizzica salentina si liberò dalle briglie del settarismo accademico per abbracciare le piazze, non più come celebrazione di un passato andato agli archivi bensì come elemento di rottura e di novità, capace di dialogare con gli artisti più moderni e di creare nuovi linguaggi.

Le amministrazioni locali compresero ben presto le nuove potenzialità di uno scenario che andava modificandosi in modo graduale ma, allo stesso tempo, repentino. Il Salento si strutturò intorno a un brand forte e riconoscibile, che puntava forte sulle suggestioni uniche delle sue coste, su una tradizioni storico-artistica esaltante (Lecce è una delle capitali italiane del Salento) e sulle particolarità locali quali il dialetto e la cucina. Ben presto il marchio Salento divenne riconoscibile e, anche al di fuori della Puglia, la gente iniziò a imparare ad apprendere le specificità che rendevano il Salento una terra a sé stante, distante dalle tradizioni e dagli usi del resto della Puglia.

Gli investimenti da fuori, il dinamismo di importanti testimonial locali, il perfezionamento dell’offerta turistica furono fattori fondamentali per sancire la definitiva uscita del Salento dall’anonimato e a consacrarlo come un’eccellenza del turismo italiano.

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olio extravergine d'oliva

Tipologie di olio di oliva: distinzioni e caratteristiche

L’olio extravergine di oliva

L’olio extravergine di oliva è un olio non raffinato di qualità più eccelsa, facilmente acquistabile nei supermercati o direttamente presso i frantoi dei produttori del comparto olivicolo. Per ottenere l’etichetta di “extra-vergine”, l’olio di oliva deve superare una serie di rigorosi controlli e rispettare i parametri di modalità di produzione e caratteristiche organolettiche predisposte – nel caso italiano – dall’Unione Europea. Grazie allo specifico processo di spremitura ed estrazione cui viene sottoposto il prodotto, l’olio extravergine di oliva mantiene inalterato il gusto di oliva e presenta un livello inferiore di acido oleico rispetto alle altre varietà di olio come quello vergine.

L’olio extravergine di oliva è considerato un olio non raffinato in quanto non viene trattato con sostanze chimiche o alterato dalle alte temperature e può essere ottenuto esclusivamente mediante metodologie di estrazione meccanica a freddo con temperature non superiori ai 28 gradi.

L’olio extra vergine di oliva ha un punto di fumo più basso di molti altri oli, il che significa che brucia a una temperatura più bassa. Ciò che distingue l’olio extravergine di oliva è il basso livello di acido oleico, l’assenza di difetti sensoriali e il caratteristico sapore amaro che lascia una leggera sensazione di pizzicore sulla lingua. In Italia, l’esempio più virtuoso di olio in termini di qualità è rappresentato dall’olio extravergine pugliese, in quanto è ricco di nutrienti e presenta dei tassi di acidità più bassi in assoluto. La Puglia è, per distacco, il primo produttore di olio in Italia e tra i primi al mondo ma le eccellenze del Made in Italy provengono anche, in particolare, da Toscana, Sicilia, Calabria, Campania.

L’olio di oliva vergine

L’olio di oliva vergine è la seconda tipologia di olio in termini di qualità. Esso viene lavorato tramite un processo di estrazione simile a quello dell’olio extravergine di oliva, il che significa che non viene utilizzato alcun agente chimico per estrarre l’olio dal frutto. L’olio di oliva vergine presenta un livello leggermente più elevato di acido oleico e un sapore leggermente meno intenso dell’olio extravergine di oliva e trova ampissimo utilizzo soprattutto come condimento e, molto più raramente, per fritture.

L’olio di oliva puro

L’olio di oliva puro è la tipologia etichettata semplicemente come olio d’oliva, in pratica è quello che potremmo definire “normale” olio d’oliva. Il prodotto è realizzato da una miscela di olio di oliva vergine e di olio di oliva raffinato.

L’olio di oliva puro è un olio di qualità inferiore a quello dell’olio extravergine e vergine, presenta un colore più chiaro, un sapore più neutro e una concentrazione molto più alta di acido oleico.

L’olio di oliva leggero

Il nome di questa tipologia di olio può creare qualche confusione. Con olio di oliva leggero non si fa riferimento alle calorie presenti nell’olio d’oliva, ma è un termine di marketing usato per descrivere il sapore più leggero dell’olio.

L’olio di oliva leggero è un olio raffinato che ha un sapore neutro e un punto di fumo più alto. Può essere utilizzato per la cottura degli alimenti, la grigliatura e la frittura.

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video marketing

Perché il video marketing è una risorsa vincente

Il video marketing ha visto crescere la propria rilevanza in modo esponenziale negli ultimi anni. Assieme ad esso è cresciuta la rilevanza delle agenzie di produzione video Milano, Roma, Torino e delle principali città italiane, che hanno visto i propri business aumentare vertiginosamente da almeno tre anni a questa parte. Ma perché le imprese hanno scelto di credere nella forza dei video? E perché dovresti farlo anche tu?

Chiarezza e ricordanza

In confronto ad altre tipologie di contenuto, e quelli testuali in particolare, i video riescono a veicolare un numero di informazioni e di messaggi nettamente superiore, in modo più chiaro e comprensibile e attivando un ricordo molto più duraturo. Una soluzione perfetta per promuovere prodotti e servizi.

Effetto viralità

I video sono anche i contenuti più virali del web. Essi si diffondono con incredibile rapidità tramite i canali dei social network e le piattaforme di instant messaging e sono un’eccellente attrattive da inviare per strategie di e-mail marketing.

Empatia con il pubblico

Il video utilizza un approccio narrativo particolarmente coinvolgente e favorisce una maggiore empatia tra il marchio che promuove il contenuto e i suoi spettatori. Attraverso il video, un’azienda può mettere in evidenza i propri punti di forza e le peculiarità che la contraddistinguono, evitando però le autocelebrazioni e sfruttando le dinamiche dell’intrattenimento per farsi conoscere e apprezzare nel modo più leggero e naturale.

Vantaggi SEO

Una pagina web che ospita al proprio interno un contenuto video ha molte più possibilità di conquistare le prime posizioni dei motori di ricerca. I video piacciono ai robot di Google, che ne favoriscono l’ascesa nelle pagine di ricerca e, oltretutto, abbattono il tasso di abbandono all’interno del sito da parte degli utenti, oltre ad allungare i tempi di permanenza.

Immagine di forza e innovazione

Un’azienda che promuove se stessa attraverso campagne di video marketing dimostra innovazione, creatività e freschezza. Al pubblico piace l’originalità e sa apprezzare la qualità delle anime più fantasiose. Elementi che possono essere alla base di un rapporto fidelizzato tra marchio e cliente.

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web marketing per aziende

SEO, SEA e Social Media Marketing: il web per aziende

Investire in web marketing significa tutto e niente. Ma più che altro niente. Non basta sostenere di credere nella forza del web né è sufficiente decidere di staccare un assegno a un’agenzia di pubbliche relazioni o a una web agency per iniziare a macinare contatti, clienti e soldi tramite il web. Il marketing online si frammenta in diversi possibili canali d’azione, tutti con i propri punti di forza specifici. Scegliere su quale branca del web marketing investire non è affatto facile. Quali sono le alternative?

SEA

SEA è l’acronimo di Search Engine Advertising e si riferisce alle strategie di web marketing che vertono sulla realizzazione di campagne Pay per Click. Le PPC possono interessare i motori di ricerca come Google, i social network come Facebook o i siti internet, i quali permettono l’inserimento di banner pubblicitari con link che rimandano al sito web o su specifiche pagine definite landing page.

Il funzionamento di base delle campagne PPC è piuttosto semplice: bisogna stabilire un budget giornaliero e scegliere un set di parole chiave; a quel punto, saranno gli annunci a pagamento a veicolare traffico verso l’indirizzo web stabilito, ogni click ha un costo specifico e la campagne resta online fino all’esaurimento del budget prefissato.

SEO

La SEO, acronimo di Search Engine Optimization, segue una logica differente dalla SEA. Il posizionamento sui motori di ricerca è orientato all’acquisizione di traffico organico e gratuito, ottenuto tramite le ricerche degli utenti sui motori di ricerca. In particolare, compito di una strategia SEO è quello di posizionare le pagine di un sito web più in alto possibile negli elenchi di ricerca per specifiche parole chiave, in modo da favorire un aumento delle visite.

Social Media Marketing

Come facilmente intuibile, il Social Media Marketing punta all’ottimizzazione delle strategie di branding sui social media. Facebook, Twitter, LinkedIn, YouTube e tantissimi altri, oltre ad essere piattaforme ludiche d’intrattenimento, sono anche potentissimi strumenti di web marketing che puntano all’acquisizione di visibilità tramite specifiche strategie di content editing sui social network.

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