abito rosa

Rosa: il must della primavera 2017

Il Rosa è il must della primavera 2017. Si tratta di un colore pastello che unisce in sé e femminilità, ideale per il periodo primaverile e perfetto per ogni situazione: dal caffè con le amiche ad una serata speciale al Room 26 di Roma.

La rivincita delle tinte pastello

Il rosa è certamente la nuance perfetta da sfoggiare in primavera. Superato il grigiore grigiore dell’inverno, siamo ormai pronte per sfoggiare tonalità chiare che ci accompagneranno fino all’inizio dell’estate ed oltre, perché ammettiamolo il rosa è come il nero, non passa mai di moda.

L’importante è saperlo usare in maniera adeguata, abbinandolo bene, non solo per quanto riguarda i capi di abbigliamento ma anche in riferimento al trucco.

Bellezza e abbigliamento

Sia da un punto di vista estetico che fashion non ci sono dubbi che il rosa sia un colore da prediligere rispetto a tanti altri. Il motivo è presto spiegato ed è più semplice di quanto si possa pensare:

  • Si abbina facilmente ad altre tonalità
  • Pensare ad un total look rosa non è una follia
  • Come trucco è perfetto in tantissime situazioni, dalle più formali alle serate in compagnia
  • Tutti i brand più importanti non rinunciano a creazioni declinate in tutte le sue particolari sfumature.

Scarpe, dalle più raffinate a quelle che usiamo quotidianamente, borse, in tutte le sfumature e grandezze, abiti, più o meno eleganti, passando ancora dai cappotti fino agli adorabili capispalla, tutti hanno fatto di questo mood romantico il loro rappresentante più importante.

Brand: griffati e low cost

Che siano griffati o low cost, quindi più vicini alle tasche di tutte coloro che amano vestirsi alla moda senza dover spendere per un capo gran parte dello stipendio, tutti presentano capi rosa, mania che sembra avrà il sopravvento almeno fino alla fine dell’estate. Abbronzatura e un capo rosa per un summer look perfetto. Cosa volere di più?

Allora vi consigliamo di fare un pensiero al minidress rock di Jeremy Scott, ancora al cappotto rosa di Topshop che si sposa perfettamente con un look totalmente rosa, all’abito floreale di Michael Kors sfoggiato in tutta la sua bellezza con un cardigan pink. Per le scarpe ci pensa Fendi, ma gli accessori sono indiscutibilmente di Chanel.

Se desiderate smorzare un po’ questi accostamenti vi ricordiamo che l’abbinamento con il nero è ineguagliabile, magari ricorrendo a qualche simpatico accessorio rock.

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moda sposa

Abiti da sposa: i modelli più utilizzati del 2017

Dalle passerelle di New York a quelle di Milano, passando per Parigi, Madrid e Tokyo; la moda abiti da sposa è uno specchio abbastanza fedele della realtà sociale e ne tratteggia le particolarità, i tic e le virtù. Le collezioni matrimoniali 2017 hanno confermato i trend che hanno fatto da bussola negli ultimi due anni: il vintage resta la corrente più percorsa, secondo canoni ibridi, modernizzati e in continuo divenire. La sposa moderna ama rievocare le stagioni passate ma secondo un gusto fresco e attualizzato.

Un occhio al passato…

Gli anni ‘50 rivivono nelle passerelle e sugli altari di tutto il mondo, riprendono suggestioni tipiche di quegli anni, recuperano l’immenso bacino simbolico delle pin-up, della nouvelle vague, del boom economico e della rivoluzione culturale che ne seguì da lì a una manciata di anni. Suggestioni hippy si lasciano raffigurare in vesti vezzose, leggere e seducenti, in trecce e capigliature vaporose, in accessori che rompono con la routine e aprono uno sguardo alle tendenze che furono. Il tutto, secondo un’espressione di design fortemente moderna, che rende attuale il passato e suggestione di ricordi il presente. Il vintage è il faro della moda matrimoniale.

… E un occhio al presente

Vintage, certo, ma secondo i gusti e le percezioni della società odierna, una società iper-veloce, in cui la donna è perfettamente inserita e recita una parte da protagonista. Sono distanti anni luce i tempi in cui la donna – musa viveva con passività la propria figura di angelo del focolare. La donna di oggi vuole essere sexy, femminile in ogni contesto, comoda, seduttrice. Le suggestioni sessantottine si modellano su canoni più credibili per la donna di oggi, che non disdegna le scollature, i tacchi ampi e le gonne corte, nel limite del decoro. La moda abiti da sposa vive delle medesime vibrazioni; la moda esprime le sue forme d’arte tracciando il profilo della società dei consumi, di un certo voyeurismo diffuso. La sposa non va verso la contemplazione estatica ma si fa carico di una portata di responsabilità, profusa nel rompere col passato ma senza dimenticarlo. Vintage urbano, passato attuale o presente colorato di ricordo. La moda sposa è tutto questo e anche molto, molto altro.

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Slip Brasiliane per non far vedere le forme

Le slip brasiliane sono utilizzatissime dalle donne di tutto il mondo e riscuotono particolare successo in quella che è la fascia di età che va dai 18 ai 40 anni.
Si tratta di un ottimo compromesso tra lo slip (spesso troppo ingombrante o comunque in evidenza sotto i vestiti) e lo scomodo perizoma. Vediamo assieme come sfruttarle per minimizzare il vedo-non-vedo e nascondere le forme!

Le forme: quando vanno nascoste

Partiamo da un concetto fondamentale: le forme femminili sono belle e non vanno assolutamente occultate, sia che si vesta una taglia 38 sia che si vesta una taglia 56. Ovviamente tutto passa dal buon senso, no a maglioni informi da indossare h24 e no, al tempo stesso, anche a mini dress fin troppo mini o leggings usati al posto dei pantaloni senza valutarne a dovere la trasparenza. Le forme che vanno nascoste, o minimizzate per metterne in risalto altre, sono i cosiddetti “rotolini” di grasso. Se ci sono pazienza, ma spesso vengono messi in luce e resi ancora più evidenti da un abbigliamento sbagliato o, peggio ancora, dall’intimo.

Le slip brasiliane sono utili per non far vedere le forme e possono essere utilizzate senza problemi in diverse occasioni. A parità di taglia, infatti, presentano numerosi vantaggi rispetto al classico slip. L’unico capo in grado di garantire risultati ugualmente soddisfacenti (sempre che non si abbia un giro coscia particolarmente ampio o poco sodo) sono le culottes, che però sono anche estremamente ingombranti e spesso poco apprezzate dalle donne, perché infantili e poco pratiche.

Come nascondono le forme le brasiliane?

Il motivo principale per il quale le slip brasiliane nascondono le forme risiede nel fatto che, al contrario degli slip, tagliano il sedere esattamente a metà e non vanno quindi ad appoggiarsi alla parte più esterna del gluteo, che è quella solitamente caratterizzata dalla maggior presenza di cellulite e/o ritenzione idrica e che è sede delle odiatissime coulottes de cheval, cruccio di quasi tutte le donne, incluse quelle iper allenate.

Nascondere le forme: consigli dall’acquisto al dressage!

Adesso vi starete chiedendo come fare a nascondere le forme attraverso l’uso di slip brasiliane. I trucchi ci sono e sono davvero pochi, basta prestare un po’ di attenzione. Per tutte le novelline dello slip così sgambato, tuttavia, proporremo una semplice lista per addentrarci assieme nel mondo delle slip brasiliane, senza sbagliare un colpo!

  • Acquistate sempre slip della giusta taglia: quella della taglia è spesso una problematica molto sottovalutata, ma è essenziale se volete realmente disfarvi degli orrendi segni visibili da sotto i vestiti
  • Nell’aquisto, ricordatevi di preferire i tessuti leggeri e non elasticizzati a quelli eccessivamente stretch; se proprio desiderate gli elasticizzati, optate per quelli più morbidi…saranno meno fascianti, ma segneranno meno!
  • Se avete in vista un evento particolare, optate per i capi tagliati a laser. L’assenza di cucitura li renderà praticamente invisibili!
  • Se avete dubbi sul colore, optate sempre per il nude, può essere nascosto davvero al di sotto di tutto. Il giusto slip nude, di buona qualità, sarà un piccolo investimento sul quale varrà sicuramente la pena lanciarsi!

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Il galateo matrimoniale ai tempi dei social network

Il modo di vivere gli eventi dal vivo è mutato significativamente con il progressivo intensificarsi dell’aspetto social nella vita di ognuno di noi. Facebook, Twitter, Instagram e compagnia bella hanno in qualche modo rimodellato le dinamiche relazionali, ponendo anche di fronte a interrogativi riguardanti la privacy e il rispetto della sensibilità altrui. I matrimoni sono ricorrenze uniche e che invitano a una riflessione profonda finalizzata ad assumere un comportamento il più possibile rispettoso nei confronti della coppia di festeggiati e l’aspetto social, oggi non è per nulla trascurabile. Come ci si comporta da questo punto di vista durante un matrimonio?

Pubblicare le foto: sì o no

Avete realizzato un bellissimo set fotografico del matrimonio immortalando ogni particolare dell’evento, dalle decorazioni ai tavoli, dalla location agli invitati, e magari pensate di creare un album speciale da condividere sulla vostra pagina, per rendere onore agli sposi e tributargli onori anche nel mondo virtuale. L’idea in sé può essere anche apprezzabile, almeno nelle intenzioni, ma va tenuto conto che non tutti percepiscono la riservatezza e le relazioni sociali allo stesso modo. Una coppia schiva, riservata e poco incline a manifestazioni di pubblica piazza possono avvertire fastidio nel vedere il giorno più importante della loro vita trasformarsi in un’esibizione su internet. Rispettate gli sposi e gli invitati, evitando atteggiamenti simili e, se proprio ci tenete, aspettate di esservi consultati con la coppia per capire il loro punto di vista.

Cosa pubblicare

Avete impiegato un mese e mezzo stipendio per scegliere tra tutti gli abiti da cerimonia quello più adatto e volete mostrarlo ai vostri amici. Ok, potete farlo senza alcun problema, anche menzionando dove vi trovate e perché: va bene la discrezione, ma non siamo a una riunione massonica segreta.

Omaggiare la location con foto al panorama o le abilità degli chef immortalando i piatti più caratteristici è un modo di fare i complimenti agli organizzatori, ringraziandoli pubblicamente, ma evitate di condividere lo scatto in cui il papà della sposa azzanna con ferocia l’astice. Insomma, ci siamo capiti, rispettate il pubblico pudore, siate intelligenti e morigerati, non fatevi prendere dalla frenesia social, per quanto possiate essere entusiasti dell’evento.

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Gioielli e religione: quando la fede incontra il design

Fin dalla Preistoria, i gioielli sono stati utilizzati per valorizzare l’estetica e l’apparenza ma, allo stesso tempo, i preziosi si sono legati a elementi di carattere religioso e spirituale e si sono affermati come elemento per esprimere se stessi. Il mercato dei ciondoli è diventato sempre più florido, in concomitanza con la crescente passione della gente per elementi di design che permettono di personalizzare l’articolo e di renderlo, in qualche modo, più proprio. marchi come Trollbeads hanno investito proprio sui ciondoli, da abbinare a collane e bracciali per assemblare oggetti che fossero più evocativi e simbolici possibile. L’ultima tendenza del marcato, però, è abbastanza sorprendente e rivela come il connubio tra gioielli e fede religiosa sia diventato più saldo e di tendenza.

Tra sacro e profano

Il brand di alta boutique incontra l’intimo della religione, e il risultato, disarmante in alcuni casi, sta in articoli a metà strada tra sacro e profano. Croci, angeli, portafortuna a forma di cherubini, ma anche effigi della Madonna, rosari di design. Un trend tra sacro e profano, persino blasfemo secondo alcuni. La vanità che si intreccia all’iconografia cristiana urta gli animi più sensibili alla tematica e che meglio avvertono lo scarto tra quelli che sono i valori religiosi, legati alla misura e all’umiltà, e le passioni mondane che tanto influenzano i giovani di oggi.

Il pop senza frontiere

D’altra parte, la de-sacralizzazione dei simboli è un processo che fa da leitmotiv a tutti gli anni Duemila, in cui la produzione di significati ha riguardato indistintamente tutti i campi, un po’ in maniera involontaria e a tratti persino goffa, ma tanto di più come dinamica voluta e ricercata dall’industria dell’entertainment, che rende accessibile ogni icona, la modernizza.

D’altronde, ogni nicchia specifica, oggi, ha il suo apparato di articoli di merchandising, che servono a rappresentare gli individui e a fornire loro gli strumenti per raccontarsi. E la fede, forse mai come oggi, è anche questo, un tratto caratteristico che non tutti possiedono e non a tutti interessa ostentare. I gioielli hanno fatto propria la tendenza, perché intimamente legati al modo di essere e di conoscersi dei consumatori, più di una maglietta o di un paio di scarpe.

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Occhiali da sole sul grande schermo: i modelli più belli tratti da film famosi

Il cinema è uno dei canali più forti e influenti nella costruzione dell’immaginario popolare, influenza il linguaggio, gli interessi e il look della gente comune e genera un flusso continuo di novità e fascinazioni che si riflettono nella vita di tutti i giorni e nei costumi.

Tra gli accessori più accattivanti e in grado di sedurre e colpire l’attenzione del pubblico, gli occhiali da sole conquistano un ruolo di primo piano e restano nella memoria degli spettatori per anni, lanciano mode, spariscono e poi tornano in auge con sorprendente ciclicità. Ecco gli occhiali da sole più apprezzati dai cineasti consacrati dall’industria filmica mondiale, per farti ispirare prima di recarti dalla tua ottica Tricase per acquistare il modello più adatto al tuo viso… e ai tuoi gusti cinematografici.

Spectre

La saga di 007 ha influenzato l’immaginario pubblico per un arco temporale che va dal 1962 al 2015, anno di uscita dell’ultimo (per ora) episodio della fortunatissima saga. Da Sean Connery a Roger Moore passando per Pierce Brosnan fino a Daniel Craig, che ha interpretato il celeberrimo James Bond nelle ultime 4 pellicole. L’ultimo atto, Spectre, ha visto la spia britannica indossare un paio di occhiali da sole dalla montatura spessa e lenti ampie, cinte da un cerchio scuro che dà risalto a lenti dalle tonalità scure: un modello perfetto per visi triangolari e caratterizzati da linee squadrate.

Le Iene

Altro fenomeno delle contaminazioni cultuali è, senza dubbio, Quentin Tarantino: non c’è party in maschera che non accolga almeno una coppia di Jules e Vincent, il duo di criminali al servizio di Marsellus Wallace elegantemente vestiti con abito scuro e camicia bianca. Un look che richiama un altro film del cineasta americano, quel Le Iene che consacrò per la prima volta al pubblico la poetica anti-convenzionale dell’artista. Nel suo primo lungometraggio, tutti i protagonisti indossano un paio di occhiali. Tim Roth-Mr. Orange sfoggia un paio di occhiali dalle connotazioni vintage, che tanto è tornato in auge negli ultimi anni: la parte superiore della montatura ripercorre i tratti delle sopracciglia per poi sparire nel bordo inferiore, lenti verdi risaltate dal bordo dorato che attornia li zigomi e aste sottili di colore scuro per fare da contrasto con la carnagione chiara dell’attore. Un modello perfetto per visi dai contorni aspri.

Mission: Impossible

Era il 1996 quando Brian De Palma lanciò il suo Mission: Impossible, film che dopo due decadi non ha visto scalfire la propria notorietà. La pellicola mostra un Tom Cruise indossare occhiali da sole a maschera, in uno stile futuribile che strizza l’occhio a capolavori come Blade Runner e che attinge in modo accennato all’immaginario cyber-punk. Gli occhiali da sole di Cruise-Ethan Hunt sono schiacciati, dalle lenti sottili e tondeggianti e una montatura vistosa che dirotta il focus d’attenzione su labbra e fronte: un modello adatto a visi delicati, dalle linee tondeggianti e fini.

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