impiegato in pubblica amministrazione

L’impiegato di pubblica amministrazione: le tipologie

Il lavoro che svolge un impiegato si può definire un rapporto di lavoro di tipo subordinato, infatti, è collegato in modo particolare alle attività amministrative. Di conseguenza, hanno diritto ad un salario da lavoratori dipendenti ed il loro cedolino paga è consultabile sul portale noipa.
Il lavoro dell’impiegato di pubblica amministrazione, essendo per lo più di natura amministrativa, include la registrazione ed il controllo, tramite computer, degli spostamenti delle risorse produttive e la loro registrazione. Fra le mansioni assegnate possono figurare la battitura di testi, l’inserimento di dati al PC attraverso di videoscrittura, di calcolo o altri programmi specifici e, infine, l’uso di macchine fotocopiatrici, del telefono, del fax, e della posta elettronica.

Le diverse tipologie di impiegati

A seconda del tipo di prestazione che gli impiegati svolgono si possono distinguere diverse categorie di lavoratori:

  • Gli impiegati di concetto che si occupano di gestire le pratiche;
  • Gli impiegati d’ordine a cui è affidato per lo più il contatto con i clienti;
  • Gli impiegati amministrativi a cui è richiesta la competenza dell’uso dei software per la gestione dei dati, nonché dell’uso di posta elettronica e telefono per gestire la clientela che richiede assistenza telefonica o via e-mail. Talvolta si interessano anche di contabilità;
  • Gli impiegati tecnici: questa categoria meriterebbe un capitolo a parte, in quanto, il loro lavoro è maggiormente legato all’uso di una o più macchine; si occupano, infatti, di tutta la gestione dei processi produttivi dell’azienda, nonché della gestione degli operai lavoranti in quel settore. Egli deve possedere, non solo ottime capacità tecniche, ma anche particolari capacità organizzative.
  • Gli impiegati commerciali hanno, invece, il compito di occuparsi dei clienti e degli ordini di un’azienda. Si tratta di una figura complicata che deve essere in grado di comportarsi come un impiegato amministrativo ma con una concentrazione maggiore verso il cliente. Molto spesso, infatti, questi impiegati hanno un numero di clienti ben definito del quale occuparsi.

Il lavoro dell’impiegato si può svolgere anche in ambito pubblico. Ad esempio, l’impiegato statale può svolgere le sue mansioni nella Pubblica Amministrazione centrale ma anche in quella periferica; vale a dire nei Ministeri, nelle Regioni, presso Province, all’interno dei Comuni, nei Tribunali, nelle Scuole o Università, presso gli Ospedali e per conto delle Forze dell’ordine.
Le mansioni dipendono direttamente dal tipo di ente per cui si lavora, ma ovviamente, l’impiegato, deve conoscere il diritto amministrativo ed altre branche della giurisprudenza, oltre alle conoscenze analizzate sino ad ora.
Per svolgere il lavoro di impiegato della pubblica amministrazione è indispensabile superare il relativo concorso pubblico che si trova sulla Gazzetta Ufficiale.

I requisiti necessari per il lavoro impiegato

I requisiti principali richiesti per svolgere il lavoro di impiegato sono, di norma:

  • Il diploma di scuola media superiore o anche la laurea;
  • Buona capacità di analisi;
  • Attitudine a lavorare in un team;
  • Ottima capacità di precisione e problem solving;
  • Massima discrezione e affidabilità considerato il trattamento di dati sensibili dell’azienda.

Nonostante ciò questo elenco di requisiti non può essere completo, in quanto ogni tipo di impiegato dovrà possedere differenti capacità in base all’impresa dove presta l’attività.

Approfondisci

arredo hotel etnico

Arredare un hotel in stile etnico: 3 consigli

Arredare un hotel in stile etnico può essere un ottimo modo per stupire i vostri ospiti con un arredamento chic, originale e sicuramente molto estroso. Lo stile etnico rimanda a terre lontane, esotiche, che poco si accostano al design chic delle città. Per questa ragione, è particolarmente indicato per gli hotel in centro che vogliono quanto più discostarsi dallo stile metropolitano che li circonda.
Questo stile è davvero molto variegato e può essere declinato in altrettanti stili differenti.
Volete qualche consiglio? Leggete questa guida per arredare il vostro hotel in perfetto stile etnico.

1. Reception etnica

La reception è una delle stanze più importanti di un albergo: ogni visitatore che vi entra, infatti, riesce subito a costruirsi una prima impressione sul tipo di hotel in cui andrà ad alloggiare. Cercate di definirne da subito la sua identità: investite sul tavolo procurandone uno in legno, possibilmente scuro. Arredate con oggetti che ricordano l’Africa, il deserto ed i suoi colori. Non dimenticate di inserire delle poltroncine, affinché ogni ospite possa attendere il suo turno seduto comodamente.

2. Stanze etniche

Anche le stanze dovranno essere rigorosamente etniche. Cercate di giocare con i colori personalizzando ogni stanza il più possibile. Le cromature da utilizzare sono l’oro, il verde, il rosso, colori quindi dalla forte personalità. Procuratevi degli oggetti particolari: ad esempio, uno specchio caratteristico, delle piccole statuette in legno, o alcuno scacciapensieri. Inoltre, potete anche giocare con i colori delle lenzuola, optando per coperte dalle stampe originali e molto estrose. Fatevi consigliare dalla vostra azienda d’arredo di fiducia o cercatene qualcuna competente. Ad esempio, se il vostro albergo è situato nell’hinterland milanese, cercate un’azienda che si occupa di arredo hotel a Milano, per un arredo davvero estroso.

3. Bagni etnici

Anche il bagno dovrà avere la sua personalità etnica. I materiali da impiegare dovranno essere il legno o il metallo, ma saranno gli accessori a donare un gusto piacevolmente ricercato al vostro bagno. Inserite, ad esempio, alcune candele colorate e profumate qua e là, oppure degli accessori in legno che ricordano l’Africa e il suo stile particolare.
Anche l’illuminazione dovrà farla da padrona: servitevi di luci soffuse, calde ed accoglienti. Saranno perfette per un luogo particolare come il bagno.

Approfondisci

antischiuma siliconici

Come funzionano gli antischiuma siliconici

Gli antischiuma siliconici sono particolari prodotti a base di silicone che impediscono la formazione della schiuma che si forma in numerosi processi industriali. La formazione della schiuma può alterare la qualità dei materiali lavorati, i tempi ed i costi di produzione ed è proprio per tale motivo che in alcuni processi risulta necessario l’utilizzo di antischiuma a base di silicone. I processi industriali in cui è necessario utilizzare gli antischiuma siliconici sono, in particolare, quelli che prevedono il trattamento delle acque, dei detergenti industriali e per la casa, la loro distillazione, l’evaporazione e la fermentazione, la produzione della carta, dei fertilizzanti e degli adesivi di rivestimento o di incollaggio: tutti processi, questi, che favoriscono la produzione di bolle d’aria sotto forma di schiuma.

Come funzionano?

Gli antischiuma siliconici provocano il collasso della schiuma esistente. La schiuma non è facile da eliminare perché è stabilizzata dall’elasticità superficiale e dalla viscosità superficiale del film esterno.

Gli antischiuma agiscono a monte della formazione della schiuma, sfruttando un meccanismo di origine chimico-fisica che

debella l’aria dall’agglomerato

e previene la formazione della schiuma. Le bolle d’aria vengono avvicinate e espulse tutte insieme in una fase successiva.

Ciò perché i siliconi hanno, a differenza della schiuma, una bassa tensione superficiale e proprietà interfacciali che favoriscono lo scorrimento del silicone sul film esterno della schiuma e l’infiltrazione all’interno delle aperture tra i tensioattivi che stabilizzano la schiuma fra lo stato gassoso e liquido. L’inserimento nelle cavità del film esterno della schiuma provoca un assottigliamento della parete di schiuma ed il successivo collasso.

Come avviene il controllo della schiuma?

Gli antischiuma siliconici, oltre a debellare la schiuma esistente, hanno la capacità di controllarla e prevenirla durante i processi industriali. La loro azione cambia in relazione al tipo di contesto in cui essi si trovano. In particolare, possono essere usati in sistemi acquosi oppure in sistemi non acquosi.
Nei sistemi non acquosi, gli antischiuma siliconici agiscono in modo semplice, invadendo gli spazi fra i tensioattivi stabilizzanti della schiuma. Uno dei fluidi siliconici utilizzabili per questo processo è il polidimetisilossano.

Nel caso di sistemi acquosi, gli antischiuma siliconici necessitano di un additivo solido che renda il composto idrofobo, disperdendosi finemente nel fluido siliconico. I solidi idrofobi consentono di abbattere il film che si forma fra l’antischiuma e la schiuma a causa della presenza dell’acqua all’interno del sistema in cui si forma la schiuma. I composti antischiuma sono molto simili a delle emulsioni che consentono una più facile dispersione del solido idrofobo all’interno del sistema a base acquosa.

Quali sono i benefici degli antischiuma siliconici rispetto a quelli organici?

Un antischiuma siliconico ha alcuni benefici rispetto ad un antischiuma organico. Di seguito sono elencate alcune proprietà tipiche di un antischiuma a base di silicone:

    • ha una tensione superficiale inferiore: contrasta maggiormente la formazione della schiuma;
    • reagisce meno con le molecole presenti nei processi industriali;
    • è insolubile in gran parte dei sistemi (acquoso e non acquoso);
    • la quantità di antischiuma siliconico da utilizzare per uno stesso lavoro è molto più bassa rispetto a quella di un antischiuma organico.

Approfondisci

organizzare un concorso letterario

Come organizzare un concorso letterario: 5 consigli utili

Avete voglia di organizzare un concorso letterario ma non sapete come fare? Allora questa è la guida che fa per voi!

Pensiero comune è quello di credere che i concorsi siano qualcosa di difficile da organizzare, ma non è così e non è questo il caso. Il motore di tutto dovrà essere la passione per ciò che tratterete, in questo caso la letteratura. Tutto il resto sarà in discesa.

Detto ciò, ecco 5 consigli utili per organizzare un concorso letterario.

1.Scegliere il genere

Esistono concorsi letterari per tutti i gusti. C’è chi predilige l’horror, chi le fiabe, chi la narrativa storica. La cosa più importante è delineare il focus: creare un concorso includendo tutti i generi potrebbe generare confusione o un sovraccarico di domande dei partecipanti. Meglio creare diversi concorsi ed eleggere il migliore per ogni genere. Facendo ciò offrirete una visione chiara sia per partecipanti che per il pubblico.

2. Scegliere la location

La location della premiazione è di fondamentale importanza. Cercate qualche ente che metta a disposizione degli spazi nella vostra zona, facilmente accessibili a tutti se possibile. La location dovrà essere accogliente e presentare degli spazi che possano permettere l’eventuale lettura dei libri o delle interviste agli scrittori.

3. Nominare la giuria

Il vincitore viene scelto da qualcuno: i giudici. L’ideale sarebbe coinvolgere qualche personaggio di livello come un giornalista o un professore universitario che possa garantire l’autorevolezza del concorso. Fondamentale sarà la garanzia di imparzialità di questi che ne delinerà l’affidabilità.

4. Creare un bando di concorso

Serve a farvi conoscere, per cui siate chiari e concisi. Stilate tutte le regole fondamentali che permetteranno agli interessati di partecipare. Sottolineate la fascia d’età degli iscritti e la totale mancanza di pagamenti d’iscrizione. Successivamente, pubblicatelo online o appendetelo nelle bacheche di scuole, università e luoghi pubblici per facilitare la diffusione della notizia.

5. Decidere il premio da assegnare

Può essere in denaro, oppure simbolico. Si può scegliere di dare una coppa al vincitore o delle targhe consolatorie a chi raggiunge il podio. Se optate per una coppa, cercate qualche negozio del territorio che possa occuparsene. Ad esempio, se siete pugliesi, potreste recarvi presso aziende che effettuano la realizzazione e personalizzazione di coppe a Bari, Lecce e Taranto. Il premio è di fondamentale importanza, per cui occhio alla scelta!

Approfondisci

Lavandini cucina: i consigli pratici per la scelta giusta

La cucina potrà anche rappresentare il cuore della casa, ma è proprio il lavello a gestire la maggior parte delle faccende quotidiane. Ciò è evidente perché è l’unica area di lavoro utilizzata per preparare i pasti e anche per pulire dopo averli consumati.

Anche se i lavandini cucina di alta qualità e fattura possono durare 15 anni o più, prima o poi si consumano. Le finiture iniziano a sgretolarsi e perdite fastidiose appaiono misteriosamente intorno allo scarico. Quindi, se avete in programma una ristrutturazione in cucina, ha molto senso sostituire il vostro lavandino e il rubinetto.

I materiali

I produttori offrono una varietà di materiali e stili, dal luccicante acciaio inossidabile, alla porcellana resistente su ghisa oltre a diversi nuovi materiali. In realtà i lavelli sono anche uno dei componenti a prezzo più economico nella ristrutturazione di una cucina. Anche se alcuni modelli di fascia alta portano cartellini con prezzi a quattro zeri, c’è una gran quantità di lavelli ben fatti sul mercato a partire da circa 200 euro.

Le dimensioni

Con così tante opzioni possibili – lavabo singolo o doppio e lavabo in diverse forme e profondità – è necessario considerare le dimensioni della stanza e come userete il lavandino. I modelli più grandi, che sono popolari in questo periodo, saranno probabilmente eccessivi in una piccola cucina.

Di solito per piccole cucine (inferiori a 15 mq) si suggeriscono moduli a lavabo singolo. Per le cucine più grandi, si può considerare la comodità del doppio o triplo lavabo che permette di lavare e sciacquare i piatti, e contemporaneamente si possono effettuare altre operazioni nel lavabo libero, come ad esempio lavare le verdure. I modelli a lavabo multiplo costano a partire da 200 euro, e se volete lavabi di diversa profondità i prezzi saranno ancora maggiori.

Molti progettisti suggeriscono l’inserimento di un solo lavandino, tutt’al più con l’aggiunta di un secondo per le cucine molto grandi. Non è consigliato inserire più di un lavandino nella vostra cucina, a meno che non ci siano due o più cuochi in casa che preparano i pasti contemporaneamente. Infatti, in quel caso la spesa sarebbe molto più alta e dovreste valutare il rapporto costo/beneficio.

Il colore

Ancora un’altra considerazione è da fare sul colore. Un lavandino colorato può essere una gradevole scelta estetica, ma ricordate che pagherete dal 15% al 40% in più per un lavello che non sia bianco o in acciaio.

Altre caratteristiche

Qualunque sia la dimensione e la configurazione dei lavabi, avrete anche bisogno di selezionare il tipo di montaggio che desiderate. Questa sarà sia una decisione estetica sia una decisione pratica.

Avrete anche bisogno di specificare il numero di fori nel ripiano del lavandino. Questo numero varierà da uno a cinque in base al numero dei rubinetti inseriti e al numero di accessori aggiuntivi che avete selezionato, come le manichette e i dosatori di sapone.
Infine, non dimenticate di acquistare un buon filtro di scarico. Se il lavello sarà tenuto bene, durerà molti anni in buone condizioni.

Approfondisci

Tutti i vantaggi dell’isolante naturale per tetti e pareti

Focus sui materiali isolanti naturali più performanti

Ti sei mai chiesto cosa garantisce il comfort e il benessere in casa tua? Sicuramente la scelta di un arredo di qualità ben distribuito è la prima risposta che ti verrà in mente. Il comfort, però, si percepisce dagli aspetti più “invisibili” della casa, come la temperatura diffusa nello spazio interno, l’acustica, la luce, la salubrità dell’aria. In particolare non devi sottovalutare il benessere termico in casa, garantito dagli interventi di isolamento termico dell’involucro esterno.

Ma bisogna considerare un altro aspetto: sei sicuro che qualsiasi materiale isolante proposto sul mercato sia in grado di garantire la salubrità dell’aria in casa tua? Purtroppo, la risposta è negativa, ma esistono, fortunatamente, numerose soluzioni di isolamento termico che utilizzano l’isolante naturale al posto di quello sintetico.

I vantaggi dell’isolante naturale

I materiali isolanti naturali sono prodotti realizzati a partire da materie prime naturali, riciclate o riciclabili e biodegradabili senza l’utilizzo di prodotti chimici inquinanti e nocivi per l’ambiente e la salute dell’uomo.

L’efficacia dei materiali isolanti naturali è nota da sempre. Infatti, fin dall’antichità le costruzioni abitative erano realizzate utilizzando materiali dalle caratteristiche isolanti come paglia, sughero e lana, per ridurre gli scambi di calore fra l’interno e l’esterno. Oggi, alcuni di questi materiali sono stati rivalutati e sono sempre più utilizzati, grazie ai passi avanti fatti dalla bioedilizia e dalla continua ricerca di soluzioni tecnologiche che puntano a migliorare i metodi di produzione, ridurre i costi e salvaguardare l’ambiente.

I materiali isolanti naturali sono scelti per garantire resa architettonica e prestazioni elevate di resistenza termica. Fra questi materiali, quelli privilegiati sono la fibra di cellulosa, di legno e di canapa. I tre materiali naturali si somigliano per traspiranza e lavorabilità semplificata. Ma quali sono le caratteristiche principali di questi materiali? Scopriamolo insieme.

La fibra di cellulosa

La fibra di cellulosa è realizzata riciclando gli scarti di giornale ed aggiungendo Sali minerali e polvere di boro. Si crea, in tal modo una sorta di resina naturale ad alte prestazioni termiche e completamente biodegradabile e naturale. I Sali minerali attutiscono le proprietà infiammabili della carta, mentre il sale borico è il legante nel processo produttivo. La fibra di cellulosa è particolarmente indicata per isolare il tetto, il sottotetto e le pareti con intercapedine.

Caratteristiche

  • Ha elevate capacità termoisolanti;
  • Riduce la formazione di ghiaccio;
  • Resiste all’umidità e agli agenti atmosferici e impedisce la formazione di muffa;
  • E’ una fibra traspirante (isola anche dal caldo);
  • Ha una densità ideale per essere posata allo stato liquido;
  • E’ anche un isolante acustico;
  • Prezzo medio/basso, soprattutto negli interventi di insufflaggio;
  • Viene prodotta in un processo lavorativo ecologico e con un dispendio energetico minimo.

La fibra di legno

E’la fibra più utilizzata nella bioedilizia, grazie alla sua composizione di legno naturale, biodegradabile ed ecologico. I pannelli di fibra di legno sono ottenuti dagli scarti di legno non trattato chimicamente, sottoposto in seguito a trattamenti termici per migliorarne le prestazioni. I pannelli in fibra di legno sono largamente utilizzati sia per l’isolamento “a cappotto”, sia per l’isolamento del tetto e delle pareti ad intercapedine.

Caratteristiche

  • Ottimo isolante termico;
  • Traspirabile, quindi riduce l’effetto condensa;
  • Riutilizzabile e riciclabile;
  • Resistente agli agenti chimici e atmosferici;
  • Ottimo isolante acustico;
  • Prezzo medio alto (da 20 €/mq).

La fibra di canapa

E’ una fibra innovativa derivante dagli scarti dell’industria tessile, che utilizza la pianta di Cannabis per estrarre fibre resistenti ed altamente isolanti termicamente. La Cannabis viene coltivata in maniera sostenibile senza fertilizzanti e prodotti chimici. I pannelli di fibra di canapa possono essere utilizzati nelle intercapedini o nei controsoffitti, ma anche all’esterno.

Caratteristiche

  • Ottimo e interessante isolante termico e acustico;
  • Immune all’attacco di insetti e muffe;
  • Assorbe vapore e umidità senza perdere le sue caratteristiche isolanti;
  • Ha un ciclo di produzione completamente sostenibile e può essere riciclata e riutilizzata.

Approfondisci