organizzare un concorso letterario

Come organizzare un concorso letterario: 5 consigli utili

Avete voglia di organizzare un concorso letterario ma non sapete come fare? Allora questa è la guida che fa per voi!

Pensiero comune è quello di credere che i concorsi siano qualcosa di difficile da organizzare, ma non è così e non è questo il caso. Il motore di tutto dovrà essere la passione per ciò che tratterete, in questo caso la letteratura. Tutto il resto sarà in discesa.

Detto ciò, ecco 5 consigli utili per organizzare un concorso letterario.

1.Scegliere il genere

Esistono concorsi letterari per tutti i gusti. C’è chi predilige l’horror, chi le fiabe, chi la narrativa storica. La cosa più importante è delineare il focus: creare un concorso includendo tutti i generi potrebbe generare confusione o un sovraccarico di domande dei partecipanti. Meglio creare diversi concorsi ed eleggere il migliore per ogni genere. Facendo ciò offrirete una visione chiara sia per partecipanti che per il pubblico.

2. Scegliere la location

La location della premiazione è di fondamentale importanza. Cercate qualche ente che metta a disposizione degli spazi nella vostra zona, facilmente accessibili a tutti se possibile. La location dovrà essere accogliente e presentare degli spazi che possano permettere l’eventuale lettura dei libri o delle interviste agli scrittori.

3. Nominare la giuria

Il vincitore viene scelto da qualcuno: i giudici. L’ideale sarebbe coinvolgere qualche personaggio di livello come un giornalista o un professore universitario che possa garantire l’autorevolezza del concorso. Fondamentale sarà la garanzia di imparzialità di questi che ne delinerà l’affidabilità.

4. Creare un bando di concorso

Serve a farvi conoscere, per cui siate chiari e concisi. Stilate tutte le regole fondamentali che permetteranno agli interessati di partecipare. Sottolineate la fascia d’età degli iscritti e la totale mancanza di pagamenti d’iscrizione. Successivamente, pubblicatelo online o appendetelo nelle bacheche di scuole, università e luoghi pubblici per facilitare la diffusione della notizia.

5. Decidere il premio da assegnare

Può essere in denaro, oppure simbolico. Si può scegliere di dare una coppa al vincitore o delle targhe consolatorie a chi raggiunge il podio. Se optate per una coppa, cercate qualche negozio del territorio che possa occuparsene. Ad esempio, se siete pugliesi, potreste recarvi presso aziende che effettuano la realizzazione e personalizzazione di coppe a Bari, Lecce e Taranto. Il premio è di fondamentale importanza, per cui occhio alla scelta!

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Lavandini cucina: i consigli pratici per la scelta giusta

La cucina potrà anche rappresentare il cuore della casa, ma è proprio il lavello a gestire la maggior parte delle faccende quotidiane. Ciò è evidente perché è l’unica area di lavoro utilizzata per preparare i pasti e anche per pulire dopo averli consumati.

Anche se i lavandini cucina di alta qualità e fattura possono durare 15 anni o più, prima o poi si consumano. Le finiture iniziano a sgretolarsi e perdite fastidiose appaiono misteriosamente intorno allo scarico. Quindi, se avete in programma una ristrutturazione in cucina, ha molto senso sostituire il vostro lavandino e il rubinetto.

I materiali

I produttori offrono una varietà di materiali e stili, dal luccicante acciaio inossidabile, alla porcellana resistente su ghisa oltre a diversi nuovi materiali. In realtà i lavelli sono anche uno dei componenti a prezzo più economico nella ristrutturazione di una cucina. Anche se alcuni modelli di fascia alta portano cartellini con prezzi a quattro zeri, c’è una gran quantità di lavelli ben fatti sul mercato a partire da circa 200 euro.

Le dimensioni

Con così tante opzioni possibili – lavabo singolo o doppio e lavabo in diverse forme e profondità – è necessario considerare le dimensioni della stanza e come userete il lavandino. I modelli più grandi, che sono popolari in questo periodo, saranno probabilmente eccessivi in una piccola cucina.

Di solito per piccole cucine (inferiori a 15 mq) si suggeriscono moduli a lavabo singolo. Per le cucine più grandi, si può considerare la comodità del doppio o triplo lavabo che permette di lavare e sciacquare i piatti, e contemporaneamente si possono effettuare altre operazioni nel lavabo libero, come ad esempio lavare le verdure. I modelli a lavabo multiplo costano a partire da 200 euro, e se volete lavabi di diversa profondità i prezzi saranno ancora maggiori.

Molti progettisti suggeriscono l’inserimento di un solo lavandino, tutt’al più con l’aggiunta di un secondo per le cucine molto grandi. Non è consigliato inserire più di un lavandino nella vostra cucina, a meno che non ci siano due o più cuochi in casa che preparano i pasti contemporaneamente. Infatti, in quel caso la spesa sarebbe molto più alta e dovreste valutare il rapporto costo/beneficio.

Il colore

Ancora un’altra considerazione è da fare sul colore. Un lavandino colorato può essere una gradevole scelta estetica, ma ricordate che pagherete dal 15% al 40% in più per un lavello che non sia bianco o in acciaio.

Altre caratteristiche

Qualunque sia la dimensione e la configurazione dei lavabi, avrete anche bisogno di selezionare il tipo di montaggio che desiderate. Questa sarà sia una decisione estetica sia una decisione pratica.

Avrete anche bisogno di specificare il numero di fori nel ripiano del lavandino. Questo numero varierà da uno a cinque in base al numero dei rubinetti inseriti e al numero di accessori aggiuntivi che avete selezionato, come le manichette e i dosatori di sapone.
Infine, non dimenticate di acquistare un buon filtro di scarico. Se il lavello sarà tenuto bene, durerà molti anni in buone condizioni.

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Tutti i vantaggi dell’isolante naturale per tetti e pareti

Focus sui materiali isolanti naturali più performanti

Ti sei mai chiesto cosa garantisce il comfort e il benessere in casa tua? Sicuramente la scelta di un arredo di qualità ben distribuito è la prima risposta che ti verrà in mente. Il comfort, però, si percepisce dagli aspetti più “invisibili” della casa, come la temperatura diffusa nello spazio interno, l’acustica, la luce, la salubrità dell’aria. In particolare non devi sottovalutare il benessere termico in casa, garantito dagli interventi di isolamento termico dell’involucro esterno.

Ma bisogna considerare un altro aspetto: sei sicuro che qualsiasi materiale isolante proposto sul mercato sia in grado di garantire la salubrità dell’aria in casa tua? Purtroppo, la risposta è negativa, ma esistono, fortunatamente, numerose soluzioni di isolamento termico che utilizzano l’isolante naturale al posto di quello sintetico.

I vantaggi dell’isolante naturale

I materiali isolanti naturali sono prodotti realizzati a partire da materie prime naturali, riciclate o riciclabili e biodegradabili senza l’utilizzo di prodotti chimici inquinanti e nocivi per l’ambiente e la salute dell’uomo.

L’efficacia dei materiali isolanti naturali è nota da sempre. Infatti, fin dall’antichità le costruzioni abitative erano realizzate utilizzando materiali dalle caratteristiche isolanti come paglia, sughero e lana, per ridurre gli scambi di calore fra l’interno e l’esterno. Oggi, alcuni di questi materiali sono stati rivalutati e sono sempre più utilizzati, grazie ai passi avanti fatti dalla bioedilizia e dalla continua ricerca di soluzioni tecnologiche che puntano a migliorare i metodi di produzione, ridurre i costi e salvaguardare l’ambiente.

I materiali isolanti naturali sono scelti per garantire resa architettonica e prestazioni elevate di resistenza termica. Fra questi materiali, quelli privilegiati sono la fibra di cellulosa, di legno e di canapa. I tre materiali naturali si somigliano per traspiranza e lavorabilità semplificata. Ma quali sono le caratteristiche principali di questi materiali? Scopriamolo insieme.

La fibra di cellulosa

La fibra di cellulosa è realizzata riciclando gli scarti di giornale ed aggiungendo Sali minerali e polvere di boro. Si crea, in tal modo una sorta di resina naturale ad alte prestazioni termiche e completamente biodegradabile e naturale. I Sali minerali attutiscono le proprietà infiammabili della carta, mentre il sale borico è il legante nel processo produttivo. La fibra di cellulosa è particolarmente indicata per isolare il tetto, il sottotetto e le pareti con intercapedine.

Caratteristiche

  • Ha elevate capacità termoisolanti;
  • Riduce la formazione di ghiaccio;
  • Resiste all’umidità e agli agenti atmosferici e impedisce la formazione di muffa;
  • E’ una fibra traspirante (isola anche dal caldo);
  • Ha una densità ideale per essere posata allo stato liquido;
  • E’ anche un isolante acustico;
  • Prezzo medio/basso, soprattutto negli interventi di insufflaggio;
  • Viene prodotta in un processo lavorativo ecologico e con un dispendio energetico minimo.

La fibra di legno

E’la fibra più utilizzata nella bioedilizia, grazie alla sua composizione di legno naturale, biodegradabile ed ecologico. I pannelli di fibra di legno sono ottenuti dagli scarti di legno non trattato chimicamente, sottoposto in seguito a trattamenti termici per migliorarne le prestazioni. I pannelli in fibra di legno sono largamente utilizzati sia per l’isolamento “a cappotto”, sia per l’isolamento del tetto e delle pareti ad intercapedine.

Caratteristiche

  • Ottimo isolante termico;
  • Traspirabile, quindi riduce l’effetto condensa;
  • Riutilizzabile e riciclabile;
  • Resistente agli agenti chimici e atmosferici;
  • Ottimo isolante acustico;
  • Prezzo medio alto (da 20 €/mq).

La fibra di canapa

E’ una fibra innovativa derivante dagli scarti dell’industria tessile, che utilizza la pianta di Cannabis per estrarre fibre resistenti ed altamente isolanti termicamente. La Cannabis viene coltivata in maniera sostenibile senza fertilizzanti e prodotti chimici. I pannelli di fibra di canapa possono essere utilizzati nelle intercapedini o nei controsoffitti, ma anche all’esterno.

Caratteristiche

  • Ottimo e interessante isolante termico e acustico;
  • Immune all’attacco di insetti e muffe;
  • Assorbe vapore e umidità senza perdere le sue caratteristiche isolanti;
  • Ha un ciclo di produzione completamente sostenibile e può essere riciclata e riutilizzata.

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addobbi floreali nei funerali

Gli addobbi floreali nei funerali

Gli addobbi floreali sono una parte integrante dei riti funebri e sono considerati una vera e propria tradizione. I fiori vengono usati per rendere omaggio al defunto e vanno ad adornare la camera ardente, la bara e la tomba al cimitero.

I fiori e le corone, compreso l’allestimento per il cimitero, vengono solitamente scelti e preparati nel dettaglio dalle onoranze funebri di Roma come la Cattolica San Lorenzo che lavorano in collaborazione con fiorai, alcuni dei quali sono specializzati in addobbi per funerali.

Come scegliere i fiori per il funerale

Nel momento in cui ci si trova a dover partecipare ad un funerale di una persona conosciuta, viene solitamente scelta come omaggio una corona floreale e per questa non bisogna necessariamente rivolgersi ad un’agenzia di onoranze funebri.

La prima cosa da prendere in esame, quando scegliamo i fiori per un funerale, è il rapporto che ci lega al defunto, infatti in base a questo possiamo decidere di fare dei fiori strettamente legati a lui scegliendo i suoi fiori preferiti o magari dei fiori con un colore amato dal defunto.

Quella del colore è una dinamica molto importante quando si scelgono dei fiori, infatti ogni colore si lega ad un significato, è anche in base a questo che dobbiamo scegliere i nostri fiori. Ad esempio il bianco significa stima, il blu conforto, questi risultano, infatti, essere tra i colori più utilizzati per i fiori da donare ad un defunto.

Il colore dei fiori per un funerale può variare anche a seconda del sesso del defunto, per gli uomini viene più usato il giallo mentre per le donne il colore più usato è il rosa, con corone di rose e gigli. Mentre nel caso in cui il funerale è di un giovane il colore che domina è il bianco.

Un altro punto da prendere in considerazione, quando facciamo una composizione per una persona defunta, è il suo orientamento religioso, infatti ci sono degli addobbi che potrebbero essere più congeniali ed altri che potrebbero, invece, infastidire i parenti.

Solitamente, per quanto riguarda il funerale cattolico in Chiesa, la composizione più grande viene posta sopra la bara del defunto e nella maggior parte dei casi si tratta di una classica corona a forma di croce composta da diversi tipi di fiori. Nella cultura cattolica e italiana sono molto diffusi dei cuscini di fiori con crisantemi e garofani.

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auto usata

Quattro suggerimenti per l’acquisto di un’auto usata

Sei intenzionato ad acquistare un’auto usata? Sia attraverso un singolo venditore o un concessionario professionale, ci sono sempre delle insidie ​​da evitare. Ecco i nostri quattro consigli!

1. Venditore privato o venditore professionista, cosa scegliere?

L’acquisto di un veicolo usato può avvenire attraverso una contrattazione tra privati, rivolgendosi direttamente al proprietario dell’auto, oppure tramite un venditore professionista.

Acquistando un veicolo da una concessionaria di auto usate Lecce, Milano, Roma ecc., solitamente è previsto un breve periodo di garanzia, pertanto in caso di scoperta di difetti nascosti, il venditore si assume piena responsabilità.

Al contrario, se si acquista il veicolo ad un rivenditore privato, si hanno ben poche garanzie. Se il venditore non riconosce la sua colpa potrai coinvolgere un meccanico esperto per determinare la natura del problema, e nei casi più estremi presentare un reclamo. Tale soluzione può richiedere un sacco di tempo e soldi.

Acquistare la tua auto da un professionista sembra essere la soluzione migliore. Ma non dimenticare che tale “garanzia meccanica” ha un costo, pertanto la scelta dovrà essere valutata a seconda del budget a disposizione.

2. Esaminare la vettura in ogni dettaglio

Durante l’appuntamento con il venditore, non esitare di passare il veicolo al pettine!
Il nostro consiglio è quello di arrivare all’incontro accompagnati da un meccanico esperto per esaminare la vettura. Quanto più si è meticolosi in questa fase, meno sorprese avrai dopo.

Inizia con la parte esterna, in piedi a pochi metri del veicolo per vedere il tutto. Esamina poi più da vicino, carrozzeria, pneumatici, luci, specchi, tetto, senza dimenticare la parte inferiore della vettura. Chiedi infine al venditore se è possibile effettuare un giro di prova, quindi avvia il motore e testa che tutti i comandi funzionino bene, senza trascurare alcun dettaglio.

3. I documenti che il venditore deve consegnare

Tra i documenti necessari per vendere una macchina usata, uno dei più importanti è senza dubbio il certificato di garanzia. Esso garantisce che il veicolo è di proprietà al 100% del venditore e che non sia stato rubato. Altri documenti essenziali da richiedere sono il libretto di manutenzione e le fatture delle diverse riparazioni sulla macchina.

Una volta ottenuti i documenti alla mano, controlla l’esattezza di quanto scritto e se i dati corrispondono esattamente con il modello del veicolo e la sua registrazione.

4. Possibili rimedi per i difetti occulti

Alcune situazioni possono riservare spiacevoli sorprese dopo l’acquisto di un veicolo usato, in particolar modo nel contesto di una vendita tra privati. Se ti ritrovi in questo caso, ricontatta tempestivamente il venditore. Se lui è onesto chiamerà un esperto per determinare se il problema della vettura è precedente alla vendita oppure no. Se rifiuta, si può fare appello alla giustizia.

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Manutenzione dei freni: come evitare i malfunzionamenti

Sono tanti gli elementi che ci permettono di guidare in sicurezza, ma tra questi quelli indubbiamente più efficaci sono i freni. Appare chiare che prestare attenzione al loro corretto funzionamento è fondamentale. Insieme alla carrozzeria di Udine Autronica cercheremo di decifrare i sintomi dei freni che non fanno bene il loro lavoro e come correre ai ripari.

Quando frenando la frenata risulta particolarmente lunga, spesso la causa è da ricercare nel basso livello di liquido nell’impianto idraulico dei freni. La problematica potrebbe essere causata dalla presenza di bolle d’aria nei tubi, che tendono ad accumulare la pressione esercitata sul pedale dai dischi dei freni, dalle ganasce troppo consumate o dalle pastiglie bruciate.

Sentire strani rumori durante la frenata è tipico dei freni mal funzionanti, ma le spiegazioni possono essere molteplici. Potrebbe trattarsi di un eccessivo sfregamento tra dischi e pastiglie evidentemente troppo consunti. Lo stridio potrebbe anche essere causato dai ceppi dei tamburi che devono essere cambiati, dagli ammortizzatori o dalle sospensione.

Se c’è del “gioco” sul pedale ovvero il pedale del freno va a vuoto, siamo di fronte ad un’ulteriore causa. Quando il pedale va a vuoto, può metterci molto tempo arrivando solo dopo svariati secondi al punto di frenata. Anche in questo caso può trattarsi di aria nell’impianto idraulico, oppure della pompa impossibilitata a spingere l’olio verso l’interno del circuito.

Se le pastiglie dei freni sono eccessivamente consumate le cause possono essere tre. Una scarsa quantità di liquido nelle tubazioni flessibili dell’impianto, un consumo irregolare del disco o un blocco di uno dei pistoncini della pinza che tiene l’auto perennemente in frenata.

Anche il freno a mano può avere dei malfunzionamenti e può per esempio bloccarsi. Può essere a causa del ghiaccio ed in questo caso è consigliabile provare a tirare e mollare con delicatezza la leva del freno con il motore accesso. Se invece la causa è da ricercarsi in uno sforzo eccessivo, risulta preferibile tirare ancora di più la leva fino ad oltrepassare il punto morto e premere allo stesso momento il bottone del rilascio. Se invece siamo di fronte ad una rottura vera e propria, l’unica soluzione è rivolgersi ad un carrozziere per una saldatura completa.

Come avete capito bene, risolvere i problemi legati all’efficienza dei freni non è una cosa che possa essere fatta in autonomia. Per questo motivo è preferibile rivolgersi sempre ad un carrozziere o meccanico qualificato. Per quanto riguarda la sostituzione dei dischi dei freni questa è consigliabile ogni 80.000 chilometri.

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