come si inizia a fumare

Come si inizia a fumare? Le cause di questa dipendenza

Molte volte, per riuscire a capire come smettere di fumare da soli, è essenziale anche definire da dove si è partiti e perché è subentrata in noi questa dipendenza. Difatti, il fulcro della questione è anche e soprattutto capire la causa che ha scatenato l’avvicinamento da parte di un giovane alla sigaretta. Perché, quindi, si diventa fumatori incalliti? Perché è sempre più difficile dire di no alla nicotina? In questa guida proveremo a rispondere a questi perché, trovando le cause del fenomeno del tabagismo.

1. Non si ha coscienza del pericolo

Quando si inizia a fumare spesso non si ha vera coscienza del pericolo a cui si va incontro. Non si conoscono, quindi, i danni che il fumo arreca alla salute di un individuo. Spesso, si vive in una sorta di illusione di immortalità che fa pensare “il fumo farà anche male, ma non a me”. È bene quindi prender consapevolezza che il fumo è davvero pericoloso per ognuno di noi, può generare tumori, malattie respiratorie e cardiovascolari oltre che patologie irreversibili. Da non dimenticare anche problemi estetici o rischi alla propria fertilità e al proprio apparato riproduttivo. Ecco perché, quindi, meglio starne alla larga.

2. Fa aggregazione

Il fumo si sa, tra i giovani fa davvero aggregazione. Fumare ci fa sentire più forti, consapevoli, determinati. Capita non di rado infatti che una persona inizi a fumare per insicurezza o peggio, per sentirsi accettato dal resto della propria cerchia di amicizia. Ebbene, in questo caso il rischio è quello di entrare in un vortice senza fine fatto di rischi ed incapacità di dire addio a questa dipendenza.

3. Troppo stress e nervosismo

Anche lo stress viene visto come una causa primaria dell’avvicinamento al fumo. In situazioni particolarmente di tensione, infatti, ci si affida alla sigaretta proprio per la presenza della nicotina, una sostanza in grado di lavorare sulla dopamina, l’ormone che regola il nostro benessere. Per questa ragione la sigaretta ha la grande capacità di donare calma, rilassatezza e tranquillità a chiunque la fumi. Questo però, non significa che debba essere utilizzata come soluzione a periodi particolarmente difficili.

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scegliere dentista di fiducia

Come scegliere un dentista di fiducia: piccole dritte per non sbagliare

Scegliere il proprio dentista di fiducia può rivelarsi davvero un’impresa titanica. Questo perché, il mondo dei dentisti è davvero ricco di competitor, ed è sempre molto complesso riuscire a capire di chi fidarsi, soprattutto quando c’è di mezzo la salute della propria bocca.
Ebbene, questo non vuol dire che ciò sia impossibile. A prescindere che cerchiate un dentista a Maglie oppure un dentista a Roma, ecco alcuni consigli da seguire per scegliere lo specialista più idoneo alle vostre esigenze.

1. È iscritto all’Albo degli Odontoiatri?

Un dentista, per poter essere chiamato tale, deve essere per forza iscritto all’Albo degli Odontoiatri. Ciò permette di attestare la sua professionalità, se ha ottenuto una laurea riconosciuta in Italia, e di certificare la sua abilitazione alla professione. Nel momento in cui entrate nello studio del medico, cercate con gli occhi eventuali attestati o pergamene, per capire se davvero avete davanti un dentista a tutti gli effetti. Nel caso in cui non dovesse esser presente alcun documento, chiedete pure e senza timore di vederne uno. D’altronde, è un vostro diritto, no?

2. Controllate l’igiene dello studio

In uno studio dentistico, l’igiene è davvero la prima cosa. Controllate sempre la pulizia dello studio, della sala d’aspetto ma anche della stanza delle visite. Abbiate cura di vedere se il dentista usa strumenti sempre puliti, nuovi e rigorosamente sterilizzati. Un esempio? Un buon dentista deve sempre indossare guanti in lattice, una mascherina e materiali sempre di consumo monouso. Inoltre, tutti i vari strumenti devono essere sempre posti con ordine e mai intrecciati. Nel caso in cui non dovesse essere così, meglio mollare subito la visita, al fine di evitare problemi di salute o danni irreparabili alla vostra bocca.

3. Il dentista vi fa domande?

Un ottimo dentista ha l’obbligo di chiedere lo stato di salute del paziente prima di mettere mano nella sua bocca. Nello specifico, deve avere cura di chiedere eventuali allergie, farmaci assunti recentemente ma anche quotidianamente ed intolleranze, per evitare spiacevoli inconvenienti. Se il vostro dentista vi appare del tutto disinteressato a ciò, forse sarebbe bene cambiarlo subito prima di riscontrare problemi.

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manovre di massaggio

Le manovre di massaggio: esecuzione e benefici

Ogni corso di massaggio Bari, Roma o Milano verte principalmente sulla trasmissione di un sapere che interessa sia l’aspetto tecnico del massaggio e sia le postulazioni filosofiche e concettuali che danno sostanza alla specifica scuola di massaggio.

Le tecniche manipolative impiegate dalle numerose correnti sono pressoché comuni e ognuna di esse consente vantaggi specifici che interessano sia il fisico del ricevente e sia l’aspetto psichico ed emotivo. Ecco quali sono le principali manovre di massaggio esistenti, come eseguirle e quali benefici aspettarsi.

Sfioramento

Lo sfioramento è la manovra più comune in ogni scuola di massaggio. Consiste nella sollecitazione dello strato più superficiale della pelle mediante movimenti leggeri, ampi e circolari. A seconda dell’intensità del massaggio, si parla di sfioramento in senso stretto quando il trattamento è effettuato con leggere pressioni e di sfioramento profondo quando la pressione esercitata è più intensa.

La prima forma di sfioramento permette il rilassamento del corpo, con benefici anche per il sistema nervoso e la circolazione sanguigna; il secondo approccio è orientato a eliminare le cellule morte a favorire il flusso venoso, tramite trattamenti esercitati dalle zone esterne verso il cuore (assecondando la direzione del flusso sanguigno).

Frizione

La frizione, a differenza dello sfioramento, non si basa sullo scivolamento dolce delle mani (o di ogni altra parte del corpo impiegata per il massaggio) sulla pelle bensì, tramite pressioni intense, genera uno slittamento di ampie porzioni di pelle e di masse sui livelli sottostanti.

La frizione permette la tonificazione dei muscoli, lo scioglimento di contratture e accumuli e agisce anche su scollamenti cicatriziali o posturali.

Percussione

La percussione si effettua con le mani chiuse a coppa, a pugno, o giunte e poste verticalmente sul ricevente, al fine di sollecitare con pressioni rapide e costanti la porzione interessata di pelle. Le percussioni si applicano con ritmi cadenzati, volti a tonificare lo strato di pelle interessato, stimolando il derma.

Impastamento

L’impastamento verte su pizzichi e compressioni che si applicano sia su strati superficiali di pelle e sia su intere masse muscolari. Nel primo caso si parla di impastamento superficiale, nel secondo di impastamento profondo. L’impastamento giova soprattutto al sistema linfatico poiché consente una ridistribuzione dei liquidi e un miglior drenaggio. Il trattamento facilita l’ossigenazione e il nutrimento della pelle e la rimozione delle cellule morte.

Vibrazione

La manovra di vibrazione consiste in un movimento di percussione e, insieme, di oscillazione, eseguito solitamente attraverso i polpastrelli, al fine di indurre uno stato di rilassamento del sistema nervoso.

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Prevenire la calvizie prima che sia troppo tardi

Stress, fumo, alimentazione sbagliata: il benessere dei nostri capelli dipende da tantissimi fattori. Ecco come prevenire la calvize

Prevenire la calvizie è possibile. Specifichiamo: l’alopecia androgenetica, quella dovuta a fattori di natura ereditaria, non può essere sconfitta. Tuttavia, è necessario chiarire alcuni aspetti relativi alla calvizie e ai rimedi caduta capelli. Iniziamo col dire che esistono due macro-categorie in cui possiamo suddividere le diverse tipologie di alopecia: quella cicatriziale e quella non cicatriziale. Solo nel primo caso la perdita di capelli si configura come un processo irreversibile. Occorre inoltre chiarire che, anche nei soggetti geneticamente predisposti alla perdita dei capelli, è possibile ritardare o limitare gli effetti nel tempo. Ecco alcuni consigli per proteggersi dalla calvizie.

Dannato stress

Una delle cause più comuni di alopecia è lo stress. Uno stato perdurante di ansia o tensione si riflette immediatamente su diversi aspetti della nostra salute, soprattutto poiché viene alterato l’equilibrio ormonale interno. In relazione ai nostri capelli, lo stress influenza le normali funzioni dell’ipotalamo e dell’ipofisi, che si riflettono in un’eccessiva produzione sebacea e in un’accentuazione della comparsa di forfora. Il primo consiglio è, quindi: cercate di evitare situazioni particolarmente stressanti.

Giù di vitamina!

Il benessere della nostra chioma dipende anche da una corretta alimentazione. In particolare, il funzionamento dei bulbi piliferi è alimentato al meglio dalla presenza di vitamine del gruppo B. Nutrire in modo adeguato il proprio corpo permette di garantire il giusto apporto vitaminico anche ai follicoli, alla ghiandola sebacea e alle cellule cutanee del cuoio capelluto. Il secondo consiglio è: mangiate molti agrumi, legumi (ricchi anche di ferro e fibre), cereali e idratate in modo adeguato il vostro corpo.

L’importanza del cappello

Il cuoio capelluto risponde in modo sensibile alle sollecitazioni esterne. Nelle stagioni particolarmente calde, proteggere la cute da un eccessivo riscaldamento è fondamentale, per scongiurare il rischio di scottature dei follicoli. Allo stesso modo, in inverno è sempre bene proteggere il capo dall’esposizione eccessiva al freddo. Terzo consiglio: indossate il cappello.

Non fumare

Il fumo non è tra le principali cause di alopecia, tuttavia ha un effetto negativo anche sul benessere della nostra chioma. La sigaretta, infatti, agisce come vasocostrittore, impedisce al sangue di fluire regolarmente e impedisce l’ossigenazione dei bulbi. Quarto consiglio: non fumare.

La prevenzione

Ad ogni modo, non si può non ricordare che un’attenta attività di prevenzione è l’arma vincente per qualunque cosa. Rivolgersi a uno specialista è sempre la cosa giusta da fare, anche se non vi è stato l’insorgere di alcun campanello d’allarme. Per monitorare la situazione, la cosa migliore è rivolgersi ad un centro tricologico ed effettuare un puntuale esame del capello. Questo è il quinto e ultimo consiglio.

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